PISTOIA. Saranno stati poco meno di un migliaio le persone che hanno seguito, ieri pomeriggio, sotto il tendone allestito in piazza Duomo, l'inaugurazione dei "Dialoghi sull'uomo" 2017. Niente posti a sedere disponibili e in compenso tanti in piedi, a seguire prima i saluti del presidente della Fondazione Caripit Luca Iozzelli, del sindaco Samuele Bertinelli e della direttrice del festival Giulia Cogoli, poi la prima lezione, affidata quest'anno a Salvatore Settis sul tema "Cieli d'Europa. Cultura, creatività, uguaglianza". Oltre un'ora di intervento, seguito con estrema attenzione da tutta la platea, nonostante l'ex direttore della Normale di Pisa non abbia trattato esattamente temi "facili". I ringraziamenti di Iozzelli, Bertinelli e Cogoli sono andati soprattutto all'esercito di volontari e ai dipendenti di Comune e Fondazione che rendono possibile ogni anno la manifestazione. Giulia Cogoli ha ricordato gli otto appuntamenti già "sold out" e constatato che «a Pistoia già da settimane non si trova più una camera d'albergo», per cui tanti spettatori di di ieri e dei prossimi due giorni hanno dovuto arrangiarsi fuori città. Ma d'altronde l'edizione dei "Dialoghi" nell'anno di Pistoia capitale italiana della cultura rischia di essere l'edizione dei record. Salvatore Settis, nel suo intervento, è partito dal concetto di "iconoclastia" (cioè la volontà di distruggere le immagini divine): oggi tendiamo ad applicarlo soprattutto all'estremismo islamista, ma Settis (a parte ricordare che vi furono illustri esempi di iconoclasti cattolici e maestri della cultura occidentale come Goethe) ha esteso il concetto all'incuria che devasta monumenti, patrimoni storici e ambientali in Italia e in Europa. Sottolineando come in questo caso sia il mercato ad essere il peggior iconoclasta. Ma come ragionando sulle rovine del mondo classico è nato il Rinascimento, così dalle rovine che ci circondano oggi può trarre nutrimento una "fioritura" degli individui. Questione di cultura, appunto. E se lo spirito dei tempi è quello che è, non resta che bussare più forte alla porta, come il mendicante di Walter Benjamin citato da Settis a conclusione del suo applaudito intervento. Con questo viatico, la nave dei Dialoghi 2017 ha preso il largo. Il primo appuntamento successivo era proprio uno degli otto appuntamenti andati esauriti da giorni: quello con il fisico del Cern di Ginevra Guido Tonelli, che davanti ad un teatro Bolognini affollatissimo, ha raccontato con parole comprensibili l'affascinante viaggio all'indietro nel tempo che i maggiori centri di ricerca mondiali di fisica hanno intrapreso per comprendere finalmente "il grande racconto delle origini". La serata si è conclusa nel segno della musica di Beethoven, con l'esecuzione della Nona Sinfonia da parte dell'Orchestra Leonore in un teatro Manzoni, ovviamente, esaurito.