PALERMO, 4 APR - A 2600 anni dalla fondazione si cercano nuove interpretazioni e si formulano nuove ipotesi per la vicenda storica di Camarina, la citta' greca stretta nella lotta tra Siracusa e Gela che fu piu' volte distrutta e ricostruita prima di essere definitivamente abbandonata nel primo secolo dopo Cristo. L'occasione per una rivisitazione di Camarina e' un convegno internazionale promosso dal centro studi Feliciano Rossitto, che dal 7 al 9 aprile riunira' a Ragusa numerosi studiosi italiani e stranieri. La prima sessione di lavoro si era svolta nell'ottobre dell'anno scorso. Ora si cerchera' di allargare lo sguardo anche agli altri siti archeologici ragusani, come Rito e Castiglione, per una lettura complessiva del sistema di relazioni esistenti nell'antichita' nell'area della Sicilia orientale. L'interesse per Camarina ha avuto negli ultimi anni un impulso notevole. Per iniziativa soprattutto degli archeologi Paola Pelagatti e Giovanni Di Stefano sono proseguite le ricerche e con sistematiche campagne sono state fatte importanti scoperte sia nell'area dell'antico insediamento sia al largo della costa ragusana. E' stato cosi' possibile arricchire e aggiornare gli studi iniziati da Paolo Orsi e Biagio Pace che collocano Camarina al centro dei piu' intensi processi di scambio nel Mediterraneo sin dal VI secolo avanti Cristo. Sui risultati di questo viaggio affascinante sara' proposto durante il convegno una lettura non solo storica ma anche filologica. Camarina fu fondata, racconta Tucidide, nel 598 a.C. vicino alla foce del fiume Ippari. Dopo Acre e Casmene, rappresentava la punta estrema della spinta di Siracusa verso la costa meridionale della Sicilia. Ed era un'espansione che rientrava in una politica di attacco nei confronti di Gela. Camarina pago' duramente questa scomoda posizione. Si ribello' a Siracusa e fu distrutta. Venne conquistata da Gela e ricostruita. Fu ancora schiacciata dal dominio di cartaginesi, mamertini, romani da cui non riusci' piu' a riemergere. "Il ruolo svolto da questa citta' e' stato cosi' vario e significativo da meritare uno studio approfondito", ha detto Giorgio Chessari, presidente del centro Rossitto che ha organizzato l'evento con l'adesione del ministero dei Beni culturali, della Regione Siciliana e dei Comuni di Ragusa, Vittoria, Comiso, Ispica, Chiaramonte Gulfi, Pozzallo e Santa Croce Camerina.