IL TAR del Lazio boccia la riforma dei musei e toglie il direttore del Museo archeologico nazionale di Napoli, Paolo Giulierini dal suo incarico. A presentare il ricorso era stato un anno e mezzo fa Francesco Sirano, candidato alla direzione di quattro musei archeologici: Mann, Paestum, Taranto e Reggio Calabria. L'avvocato Monica Vassallo ha proposto tre censure e due motivi aggiuntivi contro la nomina di Paolo Giulierini al Mann, di Gabriel Zuchtriegel a Paestum, di Carmelo Malacrino a Reggio Calabria e di Eva Degli Innocenti a Taranto. E il tribunale ha accolto quasi del tutto le sue richieste. Ma il Mibact annuncia ricorso al Consiglio di Stato per salvare i direttori. Singolare la circostanza che Sirano, il candidato escluso, nel frattempo, il mese scorso, è diventato direttore degli scavi di Ercolano, con la seconda tornata delle nomine dei direttori autonomi voluta dal ministro Franceschini. Selezionato dalla stessa commissione che viene contestata per le scelte effettuate nell'agosto 2015. «Sono direttore di Ercolano e parlo solo di Ercolano - dice Sirano - no comment su tutto il resto e sulle presunte bombe mediatiche». La sentenza del Tar Lazio è la numero 6170, pubblicata due giorni fa, presidente Leonardo Pasanisi. Per il tribunale le procedure vanno annullate e le prove orali tra i 10 candidati ammessi alla fasi finali, tra cui Sirano, vanno ripetute per tre motivi: i colloqui si sono svolti a porte chiuse, alcuni candidati (tra cui Zuchtriegel)non avevano i titoli per partecipare, i cittadini non italiani non possono ricoprire incarichi dirigenziali (con "potere d'imperio"). A questi, sono stati affiancati due motivi aggiuntivi: le valutazioni della commissione, definite "criptiche e involute", e le scelte finali del direttore generale dei Musei, ritenute "immotivate e non coerenti". Oltre a Giulierini, è coinvolto nel provvedimento un altro dei manager voluti ad agosto 2015 dal ministro Dario Franceschini per cambiare il volto dei beni culturali in Campania: è Gabriel Zuchtriegel che guida il Parco e il museo archeologico di Paestum. Per il ministero «le sentenze del Tar del Lazio non riguardano il Parco archeologico di Paestum, guidato da Gabriel Zuchtriegel». Ma per i ricorrenti, anche la nomina di Zuchtriegel è saltata. Nelle prossime ore da Roma si procederà ad affidare gli interim dei musei "decapitati", per garantirne il funzionamento: all'Archeologico dovrebbe andare Anna Imponente, che è la direttrice del Polo museale della Campania. In attesa che entro un mese il Consiglio di Stato si pronunci: la speranza di Franceschini è che in quella sede sia ribaltata la sentenza del tribunale laziale. Ma il colpo di immagine c'è. E lo sconcerto sia a Paestum che all'Archeologico ieri era palpabile tra dipendenti e visitatori. Ha scelto di non commentare il direttore Giulierini, che era a Milano per presentare la mostra "I Longobardi". All'Archeologico tutto è pronto martedì prossimo per l'inaugurazione della sezione Epigrafica, sbloccata proprio da Giulierini. «Sono vicino ai direttori coinvolti - dice Zuchtriegel, che è cittadino tedesco - hanno fatto scelte di vita per dirigere i musei. Per me è stata una sorpresa e temo che questi sviluppi non siano incoraggianti per futuri bandi. Nei musei abbiamo potuto fare programmazione finalmente, e questa attività va salvaguardata. Ma temo che difficilmente qualcuno lascerà il suo Paese per venire a dirigere un museo in Italia a queste condizioni». Commenta Sylvain Bellenger, direttore di Capodimonte: «Non posso fare il direttore perché straniero? Non capisco come in Italia tutto si possa distruggere. Continuo a lavorare alla mostra su Degas col Museo d'Orsay».