MANTOVA. Quando era sovrintendente a Mantova e responsabile del Palazzo Ducale, tanta attenzione mediatica non l'aveva mai attirata, anche se magari l'avrebbe voluta, visto che aveva dovuto fare i conti con i danni del terremoto del 2012. Adesso, invece, ne farebbe forse volentieri a meno. Giovanna Paolozzi Strozzi, laureata in Storia dell'arte alla Sapienza di Roma, dallo scorso novembre Sovrintendente ad archeologia, belle arti e paesaggio di Parma e Piacenza, è una delle ricorrenti che hanno portato alla contestata decisione del Tar del Lazio sui direttori stranieri dei musei (oltre alla messa in discussione di alcune procedure nei concorsi, come gli orali a porte chiuse. Ma, raggiunta al telefono, non ha molta voglia di commentare la sentenza che le ha dato ragione. Soddisfatta? «Preferirei non parlarne ora, ho saputo la notizia questa mattina (ieri, ndr) come voi». La decisione dei giudici amministrativi del Lazio sta suscitando molte polemiche. Lei che ne dice? «In Italia ci sono delle norme che devono essere rispettate. Invece di fare polemica bisognerebbe chiedersi se le cose sono state fatte in modo corretto». Perché, una volta esclusa, ha deciso di presentare ricorso? «Credo che anche lei al mio posto l'avrebbe fatto». Dopo il terremoto, con 300 mila euro della direzione regionale per i beni culturali e 200 mila di donazioni private, in tre mesi riuscì a riaprire buona parte di Corte Vecchia, evitando la chiusura prolungata dei percorsi di visita a Palazzo Ducale. Le piacerebbe ritornare a Mantova? «Non è questo il punto. Innanzitutto è prematuro parlarne adesso. Comunque ho deciso di ricorrere per una questione di correttezza nelle procedure dei concorsi e di rispetto della legge».