Pompieri solo in 6 stazioni del metrò. Controlli mirati sui pakistani di Ostia Le strutture erano costate sei miliardi e mezzo di vecchie lire nel '99. Ora è tutto inutilizzato: in qualche caso ai varchi si danno informazioni per gli stranieri Dal Casilino a Ostia, passando per Prenestino, Torpignattara e stazione Termini. Il blitz dei Nocs che ieri pomeriggio ha portato alla cattura di Osman Hussain non è l'unica operazione della polizia a Roma contro personaggi ritenuti vicini all'estremismo islamico. In mattinata proprio a Ostia gli investigatori avevano già fermato una quindicina fra pakistani, cingalesi e indiani nel centro di accoglienza temporanea «Shaka Zulù» nel complesso Vittorio Emanuele II. Sei sono stati rilasciati, gli altri verranno espulsi. Fra questi c'è anche Misla Abdul Rehman, 44 anni: il 7 maggio scorso lanciò un fumogeno militare nel bagno del Me Donald's sul lungomare Toscanelli. Ma i fermi di ieri alzano ancora di più il livello d'allarme per un possibile attacco alla Capitale. Dove i dispositivi di sicurezza sono pronti, anche se non del tutto. Fin dall'inizio dell'emergenza, infatti, le basiliche e le chiese di maggior interesse sono sempre state inserite nell'elenco degli obiettivi sensibili, ma a tutt'oggi nessuna di esse è protetta da un sistema di metal-detector o da controlli che impediscano ad un ipotetico terrorista di entrare con un ordigno. Solo San Pietro ha un apparato fisso in funzione, ma in parte: viene attivato tutto quando il Papa è in Vaticano e in occasione di eventi particolari. In tutti gli altri giorni chiunque può accedere alla piazza, alla basilica o al colonnato confondendosi con le migliaia di turisti stranieri in visita alla basilica. E' una delle incongruenze dell'attuale piano di sicurezza che prevede anche i vigili del fuoco di pattuglia in sei stazioni della metropolitana. Intanto proseguono i controlli su persone considerate sospette. Ieri la polizia ha fermato 15 cittadini pakistani nel corso di una retata ad Ostia. Tutti sono stati condotti in questura per accertamenti. BASILICHE SCOPERTE - In tutta la diocesi di Roma, che conta 335 parrocchie con un totale di 5.410 sacerdoti su 2.814.806 abitanti, sono sedici i principali luoghi di culto considerati «a rischio» per la loro importanza e per la loro collocazione geografica in città. Oltre alle quattro basiliche maggiori (San Pietro, San Giovanni, San Paolo e Santa Maria Maggiore) ci sono quelle «minori» e le chiese di interesse: Santa Croce in Gerusalemme, San Lorenzo fuori le Mura, Santa Maria degli Angeli, in piazza della Repubblica, Santa Maria sopra Minerva, nei pressi del Pantheon, San Giorgio al Velabro, Santa Maria in Trastevere, San Nicola in Carcere, al Teatro Marcello Sant'Agnese, a piazza Navona, San-t'Andrea della Valle, a corso Vittorio Emanuele II, Santa Maria in Aracoeli, SS. Cosma e Damia, ai Fori Imperiali, e la chiesa anglicana in via del Babuino. Nonostante questo, però, e la continua e massiccia presenza di romani e turisti ogni giorno non esiste alcun genere di controllo personale per i visitatori. Solo nelle basiliche maggiori, oltre che a Santa Croce in Gerusalemme e a Santa Maria degli Angeli, esiste un servizio di custodi autorizzati che svolgono un'attività di sorveglianza. Di metal-detector, però, nessuna traccia. In qualche caso c'è un impianto di telecamere a circuito chiuso, ma è raro e comunque, come sempre nel caso di Santa Croce in Gerusalemme, riguarda solo la parte museale e le reliquie del Signore esposte nella basilica. All'esterno della chiesa c'è ancora il box, allestito perii Giubileo del 2000, nel quale venivano controllati i pellegrini e i loro zaini. Non è più in funzione da tempo. Come quello che si trova a sinistra dell'ingresso alla basilica di San Giovanni. Una struttura simile, poco più grande, utilizzata oggi per altre iniziative. E pensare che, tornando indietro negli anni, nel '99 vennero stanziati quasi sei miliardi e mezzo di vecchie lire per l'istallazione di impianti tecnologici televisivi e di rilevazione, e per la realizzazione e l'allestimento di strutture destinate alla sicurezza nelle aree delle basiliche di San Pietro, San Giovanni, Santa Maria Maggiore, Santa Croce in Gerusalemme e San Paolo. L'anno precedente, con bando pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 18 maggio, venne istituita dal ministero dell'Interno una gara d'appalto per la fornitura di tecnologie di sicurezza per il controllo di persone e cose negli accessi dei cinque «obiettivi» in previsione dell'Anno Santo. Il progetto prevedeva la fornitura di 60 apparecchiature radiografìche a struttura fissa e di altrettanti metal detector «a porta». VIGILI NELLA METRO - Un altro punto caldo. Sono solo sei le stazioni della metropolitana dove, ormai da tre anni, è stato istituito un servizio di sorveglianza fissa dei vigili del fuoco. Oltre alla fermata Termini, dove esiste un gabbiot-to dei pompieri con tutte le dotazioni necessarie per un intervento immediato, il personale è dislocato nelle stazioni della linea A Spagna, Barberini, Repubblica, Vittorio Emanuele e Manzoni. In ogni fermata ci sono due uomini, un graduato (riconoscibile dal casco rosso) e un vigile in servizio, su due turni, dalle sette del mattino alle nove di sera. Soltanto a Termini la vigilanza viene intensificata nel pomeriggio, quando il flusso di passeggeri è molto pesante. Complessivamente ogni giorno 28 pompieri vigilano sulla sicurezza dei viaggiatori della metro, pronti ad intervenire. Nelle stazioni sono state montate anche delle cassette contenenti una bocchetta per l'acqua e una lancia, un'ascia e una coperta ignifuga. In base ad una convenzione stipulata fra la società Met.Ro. e il comando dei vigili del fuoco ogni pompiere riceve 9 euro per ogni ora di servizio nelle sei stazioni. Nelle altre, in caso di necessità, i soccorritori sono in grado di intervenire nel giro di pochi minuti con mezzi specifici, dal carro-sollevamento per alzare i vagoni della metropolitana a quello «Nbcr» per la rilevazione immediata di sostanze tossiche, Rinaldo Frignai»
ROMA: Quei metal detector spenti dal Giubileo
La sicurezza delle basiliche di Roma è ancora in discussione. Nonostante le spese di sei miliardi e mezzo di vecchie lire nel 1999 per l'istallazione di impianti tecnologici televisivi e di rilevazione, e per la realizzazione e l'allestimento di strutture destinate alla sicurezza, le aree delle basiliche di San Pietro, San Giovanni, Santa Maria Maggiore, Santa Croce in Gerusalemme e San Paolo non sono ancora protette da controlli di sicurezza. Solo nelle basiliche maggiori, oltre che a Santa Croce in Gerusalemme e a Santa Maria degli Angeli, esiste un servizio di custodi autorizzati che svolgono un'attività di sorveglianza. Di metal-detector, però, nessuna traccia.
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