Il consiglio dei ministri ha approvato il decreto che rimette in moto il cinema. I progetti già avviati e impostati si potranno realizzare. La Bnl continuerà a gestire, fino al 31 dicembre, il credito cinematografico. Cinecittà holding verrà finanziata sul Fus (Fondo unico spettacolo destinato al cinema) e conserva i poteri di gestione che aveva, relativamente ai film già finanziati. In più, il fondo per le attività cinematografiche viene prorogato fino al 31 dicembre 2005 e, per la Biennale di Venezia, sono precisati alcuni elementi regolamentari interni. Come anticipato Italia Oggi giovedì scorso, il governo ha infatti predisposto nuove norme di immediata applicabilità per sanare la situazione venutasi a creare dopo la sentenza della Corte costituzionale del 19 luglio, accogliendo i ricorsi delle regioni Emilia Romagna e Toscana e dichiarando l'essenzialità del parere preventivo delle regioni stesse. Il decreto di ieri stabilisce una sanatoria per quanto riguarda i provvedimenti in atto o impostati sulla base della legge Urbani nella parte censurata. Dunque, film, festival e tutte le altre iniziative già approvati o all'esame dalle commissioni cinema potranno avere corso. «Non posso che essere soddisfatto per il decreto che certamente sarà firmato dal presidente della repubblica. Ciampi, del resto, ha sempre dichiarato il proprio interesse anche culturale per il cinema», afferma l'avvocato Gianni Massaro, presidente dell'Artica (Associazione nazionale industrie cinematografiche e audiovisive). «Tuttavia il problema di sostanza rimane in piedi per il futuro, perché questo decreto costituisce solo una sanatoria per il passato, ripeto, sanatoria che non investe il futuro. Entro settembre dovrebbe essere emanato un altro decreto. Ma attenzione: dovrà tenere conto del parere della conferenza stato-regioni. Diversamente, si potrebbe ricadere nel conflitto che ha bloccato l'industria cinematografica in questi giorni. Come se non bastasse, l'errore normativo, prevedibile, che si è venuto a creare, ha aggravato una situazione economica e strutturale già difficilissima». Come risulta al presidente Massaro, il direttore generale dello spettacolo del ministero dei beni culturali, Gaetano Blandini, ha predisposto una task force affinchè da qui a settembre, vengano approvati e posti in esecuzione tutti i progetti in atto. Come hanno sottolineato il presidente Davide Croff e il direttore Marco Muller nella conferenza stampa di presentazione della prossima Mostra dì Venezia, questo decreto è di una tempestività assoluta, perché rende possibile l'approvazione dello statuto della Biennale e quindi la piena operatività della Fondazione La Biennale di Venezia. «I sei articoli del decreto sembrano numericamente pochi, però, sono caratterizzati dall'essenzialità e le norme sono sufficienti, se trasferite anche sul piano del futuro, a riportare la tranquillità nel settore», conclude Massaro, «Notoriamente il cinema spera nella pioggia per aumentare gli incassi, ma in questo caso aspettiamo settembre, sperando che ... non diluvi»,
C'è il decreto salva-cinema. Massaro (Anica): sbloccati iprogetti già approvati
Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto che riattiva il cinema, consentendo ai progetti già in corso di proseguire. La BNL continuerà a gestire il credito cinematografico fino al 31 dicembre. Cinecittà holding sarà finanziata sul Fus e conserva i poteri di gestione sui film già finanziati. Il fondo per le attività cinematografiche viene prorogato fino al 31 dicembre 2005. La Biennale di Venezia ha nuovi elementi regolamentari interni. Il governo ha anche stabilito una sanatoria per i provvedimenti in atto o impostati sulla base della legge Urbani nella parte censurata.
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