DARIO Franceschini scende nelle catacombe dopo aver passeggiato nel Bosco di Capodimonte e spunta nella chiesa di San Gennaro fuori alle Mura. «La realtà della Sanità insegna al resto d'Italia», dice il ministro dei beni culturali, entusiasta per il restauro degli ipogei che portano al Rione Sanità. «Un recupero da parte della società civile da imitare - aggiunge Franceschini che su Twitter definisci "fantastici i ragazzi che gestiscono le catacombe" - hanno preso un luogo, l'hanno recuperato e restituito a cittadini e turisti. Oggi questo luogo dà lavoro al quartiere e ha reso orgogliosi tutti. Il riscatto della Sanità deve essere una sfida nazionale ». Dopo un tour che lo porta a Palazzo Reale, stazione metro di Toledo e biblioteca dei Girolamini, Franceschini arriva al Rione Sanità per ascoltare e conoscere associazioni e realtà del territorio. A partire da quella Fondazione San Gennaro, rappresentata dal presidente Pasquale Calemme, che è simbolo della rinascita culturale di un quartiere che rifiuta l'etichetta di "rione delle stese" e lo fa mettendo in mostra i suoi beni più preziosi e la creatività della sua gente, come i giovani artigiani che regalano al ministro una statuina di San Gennaro che guarda in alto. Franceschini ascolta anche le critiche, come quelle mosse al governo da Mario Gelardi, registra teatrale che con un collettivo di attori e ragazzi del quartiere ogni giorno fa vivere il miracolo del Nuovo Teatro Sanità, diventato punto di riferimento del rione, rimasto, però, senza fondi Fus. Così come sente il grido di dolore di Toni Nocchetti, impegno civile h24, per tutelare i diritti dei disabili. Non a caso le catacombe sono un sito culturale e archeologico senza barriere architettoniche. Tante le associazioni che si sono presentate all'appuntamento. C'è anche il vicesindaco Raffaele Del Giudice: «Il Comune è sempre presente e dialoga con tutti ». Così come il presidente della municipalità Ivo Poggiani. Franceschini indica la Sanità come un modello da seguire: «È un luogo noto in tutta Italia e può diventare un simbolo per il Paese. Penso che ne parleremo con Comune e Regione perché qui c'è terreno fertile non per rendere il Rione Sanità un museo, ma renderlo un luogo capace di usare al meglio la propria identità. Nulla contro le grandi navi, ma noi dobbiamo puntare non al turista "mordi e fuggi", tipo quello che scende dalle navi da crociera, segue una bandierina, non spende un euro e va via in fretta, quanto al turismo di tipo esperienziale». Perché secondo Franceschini se si lega questo modello al «vivere all'italiana abbiamo un brand formidabile. Gli spazi di crescita sono enormi e non è un caso che la Campania e Napoli stiano crescendo così tanto». Un turismo che continua a crescere, però, va differenziato, va portato in altre zone: «Altrimenti avremo problemi nei luoghi e nelle città d'arte italiane come Venezia, Firenze e Roma che hanno problemi di sovraffollamento ». Per quanto riguarda Capodimonte Fraceschini promuove il direttore Sylvain Bellenger, con cui ha parlato della futura mostra su Degas: «Ci sta mettendo entusiasmo ed esperienza internazionale. Si vede camminando per il parco e si vede con i grandi numeri della mostra di Picasso. Il piano per la riqualificazione di parco e museo è molto bello, abbiamo già sostenuto il sito con 40 milioni, ma naturalmente i progetti ambiziosi mi obbligano a cercare altre risorse».