«GLI spazi vuoti, in quegli scaffali, rappresentano ancora una ferita. Ma io sono qui, oggi, per inaugurare una Scuola di alta formazione in storia e filologia del manoscritto e del libro antico, istituita dalla Federico II in collaborazione con il Mibact. E questo vuole essere il simbolo di una storia di riscatto. Qui, nelle sale della Biblioteca dei Girolamini, studieranno ragazzi che proiettano la storia di questo luogo nel futuro». Il ministro dei beni culturali Dario Franceschini celebra nella sala Vico della Biblioteca da dove sono stati sottratti migliaia di libri antichi e di manoscritti il nuovo corso dei Girolamini, «la restituzione alla collettività di un bene che le era stato alienato, e che adesso torna fruibile grazie alla Scuola di alta formazione » spiega il filologo Andrea Mazzucchi, che ne è il direttore. Fruibile pur tra le mille cautele imposte dal tribunale. «Il bene resta sotto sequestro precisa il pm Vincenzo Piscitelli e per ora riapre le porte agli studiosi. È già un piccolo risarcimento alla città, dopo la ferita della depredazione. Abbiamo già riportato qui migliaia di volumi, ma non siamo in grado di sapere quanti sono quelli sottratti al patrimonio librario della Biblioteca ». Piscitelli ricorda di quando Mirella Barracco che a margine dice: «questa iniziativa ci apre alla speranza» lo mise in contatto con lo storico dell'arte Tomaso Montanari, che sollevò il velo sulle ruberie che qui si consumavano. Montanari, anch'egli alla Federico II, diede la stura all'inchiesta che ha poi visto condanne eccellenti. E se il suo ruolo è stato più volte ricordato, la sua assenza, ieri, è facilmente riconducibile al suo dissenso verso le politiche dei beni culturali targate Franceschini. «La Scuola in storia e filologia del manoscritto e del libro antico non è una iniziativa isolata afferma il rettore della Federico II Gaetano Manfredi L'accordo quadro stipulato con il Mibact prevede una sempre maggiore integrazione tra ricerca, didattica e beni culturali anche in altre importanti strutture: già sono in piedi iniziative a Pompei, e altri accordi attuativi riguarderanno il museo Archeologico e Capodimonte». Tirocini, master universitari, varie attività di studio, costituzione di archivi digitali sono solo parte dei programmi. «La Federico II ha fatto qui, per i Girolamini, un investimento importante, garantendo le borse di studio per 10 dei 20 studenti della Scuola». Borse di studio da 6mila euro all'anno per i primi 10 che hanno superato la selezione. «Una selezione dura cui hanno partecipato quasi 200 giovani laureati in vari atenei d'Italia» prosegue Mazzucchi. L'idea di questa Scuola è dell'ex rettore Guido Trombetti, che era assessore regionale all'Università quando venne alla luce lo scandalo dei Girolamini. «E l'ateneo ha dato seguito al convincimento che bisognasse rendere il luogo accessibile agli studenti perché fosse vivo ». Ora si fa avanti anche l'ipotesi che l'intero Complesso per il cui recupero il Mibact investe 14 milioni di euro possa diventare anche «luogo per residenzialità degli studiosi» afferma Franceschini. Mentre a margine dell'iniziativa Mauro Giancaspro, ex direttore della Biblioteca nazionale di Napoli e fondatore dell'associazione Amici dei Girolamini, rilancia l'idea di «portare nel complesso i libri della biblioteca di Gerardo Marotta. Non conosciamo il progetto di restauro e dunque la destinazione di tutti gli ambienti, ma qui lo spazio ci sarebbe».