LA GIUNTA CANCELLA L'IMPIANTO DAL PUP. MA ANDRÀ PRIMA DI TUTTO BONIFICATO CHISSÀ se adesso che la giunta ha approvato la delibera con cui sfila il glorioso prato (oggi, più che altro, una savana) di Campo Testaccio dal piano urbano parcheggi si riusciranno a trovare le chiavi dell'ex impianto. L'ultima volta, lo scorso aprile, fu l'assessore allo sport Daniele Frongia a spiegare così lo slittamento della bonifica: «I vigili ci hanno detto che le chiavi non si trovano, adesso le richiederemo alla Mobilità». Proprio l'assessore ai trasporti, Linda Meleo, ieri ha dato notizia che l'impianto progettato dal padre di Franco Sensi verrà «riconsegnato ai cittadini per metterlo a disposizione della comunità strappandolo dal degrado». Si chiude (forse) così una storia che va avanti da anni, da quando la giunta guidata da Walter Veltroni inserì Campo Testaccio tra le aree dove realizzare un Pup (acronimo di piano urbano parcheggi) sotterraneo e riqualificare la parte in superficie. Una trafila lunghissima tra appalti, interruzioni, ritrovamente archeologici e, infine, una revoca della concessione al Consorzio Romano Parcheggi che aveva vinto il bando. Ora, con la delibera di giunta, sarà proprio la società a dover restituire l'impianto "risanato", «così come gli è stato consegnato», conclude Frongia. A patto, però, che si trovino le chiavi.