«Se le cose in città vanno avanti così, non rinnoverò la tessera Pd». L'annuncio, accompagnato da una lunga nota polemica e accorata, è del presidente della Municipalità di Venezia Giovanni Andrea Martini e il "cuore" del disagio è per lui la vicenda Grandi Navi a cominciare «dall'accordo annunciato, in occasione della visita del ministro Franceschini , tra Governo, Comune e Autorità portuale per la soluzione del Canale Vittorio Emanuele come scelta risolutiva per il problema delle grandi navi». Ricorda tra l'altro Martini: «Il programma con il quale ci siamo presentati alle elezioni per il Consiglio di municipalità nel 2015 riportava "no agli scavi e fuori le grandi navi dalla laguna". Lo stesso programma con cui è stata eletta la nostra segretaria comunale nel 2016 parla chiaramente di "niente nuovi scavi in laguna". Siamo la Municipalità di Venezia , un'istituzione che dal partito deve essere riconosciuta e ascoltata». E rincara la dose: «Credo che occorra fare chiarezza. Non possiamo che ringraziare la segretaria comunale, attenta e in sintonia su questi temi, ma abbiamo constatato l'assenza al suo fianco dei rappresentanti più vicini a Renzi prima e a Gentiloni adesso. Abbiamo assistito sgomenti all'accordo dichiarato tra Franceschini, Brugnaro e Musolino sul Canale Vittorio Emanuele senza nemmeno un passaggio per il partito locale. Come possiamo riconoscerci nelle posizioni del Pd nazionale che decide senza fare ascolto? È sotto gli occhi di tutti che non c'è alcuna interlocuzione col partito nazionale, che sembra operare senza conoscere, o, peggio, senza essere messo nelle condizioni di conoscere la realtà. A questo punto, un chiarimento è necessario». Manifestando «l'intenzione, se non ci saranno evoluzioni concrete - scrive ancora Martini - di non rinnovare la tessera del partito, di un partito che sembra aver perso o di voler perdere contatto con la realtà locale. Sono certo che tutto si chiarirà nelle prossime settimane e nei prossimi mesi e questo può accadere se i parlamentari del partito si faranno, cioè, portavoce del malessere della città, se manifesteranno il loro dissenso per la soluzione Canale Vittorio Emanuele e qualsiasi altro canale che possa condurre le navi in laguna». Getta acqua sul fuoco il segretario comunale del Pd Maria Teresa Menotto: «Comprendo la posizione di Martini, anche se la ritengo un po' eccessiva. Non c'è dubbio, però, che un maggior dialogo tra Pd veneziano e nazionale, anche con i suoi membri al governo, sia necessario». Più netto il capogruppo del Pd Andrea Ferrazzi: «I tre punti qualificanti del Pd sulla questione Grandi Navi sono sempre stati la difesa dell'home port di Venezia, la tutela della capacità economica e dei posti di lavoro e la sostenibilità ambientale degli interventi che dovranno superare la valutazione d'impatto. Mi sembra che li stiamo rispettando». (e.t.)