«È vero che sotto il palco che è stato costruito per il musical su Nerone ci sono resti del tempio di Eliogabalo, ma sono stati protetti come facciamo sempre, con strutture di legno e materiale che non può recare danno ai tesori archeologici ». Giuseppe Morganti, architetto della nuova soprintendenza del Parco del Colosseo e del Palatino, è responsabile della tutela dei monumenti e anche del proseguo degli scavi dopo la scoperta della "Coenatio Rutunda", la celebre sala da pranzo ruotante dell'imperatore di cui parla Svetonio. L'archeologo Coarelli, il Fai, Italia Nostra e tanti altri sono scesi in campo con decisione contro la costruzione del megapalco sul Palatino. «Capisco le preoccupazioni, ma vorrei rassicurare tutti che abbiamo preso, fin dall'analisi del progetto che ci è stato presentato, tutti gli accorgimenti per mettere in sicurezza i resti antichi e in particolare quelli del tempio di Eliogabalo. Mentre gli altri della "Coenatio Rotunda" sono fuori dall'area del palcoscenico ». Agli archeologi francesi che dovevano continuare lo scavo della Coenatio è stato comunicato che per ora non lo potranno fare, almeno per il periodo della messa in scena del musical. «Tanto per cominciare lo scavo è della Soprintendenza, affidato anche ad archeologi francesi. Loro avevano il desiderio di cominciare subito a scavare e avevano perfino tentato di accordarsi direttamente con i responsabili del cantiere del palcoscenico. Ma nel frattempo sono venuto a sapere che non era stato ancora perfezionato il contratto con la ditta che aveva vinto l'appalto per i lavori dello scavo stesso. E allora abbiamo deciso di rinviare tutto a settembre".