PAUSA sigaretta? Timbra il cartellino. Caffè al bar? Timbra il cartellino. Pausa pranzo? Timbra il cartellino. Ogni spostamento è cronometrato, ogni assenza da giustificare. E quelle infradito in ufficio... d'ora in poi sarebbe meglio di no. In questi giorni i quasi quattromila dipendenti della Regione Emilia-Romagna sono alle prese con le nuove norme di comportamento stilate ai piani alti di viale Aldo Moro. Lo scandalo Ibc, l'Istituto per i beni culturali finito nella bufera per assenteismo, ha senza dubbio accelerato la pratica, solo che adesso i sindacati (Cgil, Cisl, Sgb) e il Movimento 5 Stelle sono infuriati: «Un conto è punire i responsabili di comportamenti illeciti, un altro è bollare tutti i dipendenti regionali come dei novelli Fantozzi e Filini», è il commento della grillina Silvia Piccinini. Il principio fondamentale del nuovo documento che regolamenta le assenze dal posto di lavoro è questo: ogni pausa va giustificata. Soprattutto, il diavolo è nei dettagli, le pause brevi. Qualche esempio. La pausa caffè sarà monitorata: si pensa a un marcatempo installato all'ingresso delle buvette dei palazzi regionali. L'impiegato che va al bar deve strisciare l'ingresso all'ingresso e all'uscita del posto di lavoro. Stessa regola vale per la pausa pranzo e «per le manifestazioni di socialità», come feste di fine anno o di pensionamento. Non fa eccezione la pausa sigaretta: si timbra prima e dopo, e la Regione inserisce una sospensione di 10 minuti che va recuperata a fine turno. Cronometrati anche gli spostamenti tra una sede e l'altra dell'ente: 15 minuti tra i palazzi della Regione in viale Aldo Moro, 20 minuti tra queste sedi e la Terza torre, 45 minuti tra Fiera e viale Silvani (dove ci sono altri uffici regionali). I controlli saranno fatti dai responsabili di ogni servizio e, almeno sei volte all'anno, sarà selezionato a caso il 20 dei dipendenti per accertamenti a campione. Sono previsti provvedimenti disciplinari e l'installazione di nuove telecamere. Non prevede punizioni, invece, un'altra richiesta della Regione con la quale si chiede ai dipendenti «decoro e buon gusto» nel vestire e nei comportamenti. Le auto di servizio «non possono essere usate se non per servizio ». Decoro è richiesto nell'abbigliamento, in particolare in estate. «Senza arrivare a un dress code, si prega di evitare, specie nel prossimo periodo estivo, abiti non consoni al ruolo. Quindi niente abiti da spiaggia o ciabatte infradito». Sindacati perplessi. «Molti lavoratori la vedono come una palese dimostrazione di sfiducia», ammette Adele Ventura della Fp-Cgi». Per Sonia Uccellatori, Cisl-Fp, «non dobbiamo alimentare un clima di caccia alle streghe». L'Sgb: «Comanda Striscia la Notizia qui?». Chissà cosa ne penserebbe il più famoso ragioniere della tv, Ugo Fantozzi.