RIESPLODE LA POLEMICA SULL'USO DEL PERSONALE ALES AVEVANO dichiarato lo stato di agitazione appena quattro giorni fa. Cgil, Cisl, Uil, Unsa e Flp avevano scritto al Mibact una lettera in cui annunciavano la protesta a Pompei per una serie di ragioni, tra cui "tagli al personale di ruolo a fronte di sprechi per l'assunzione di un gran numero di personale esterno". Ieri, quando si è ripresentata l'ipotesi di una mano "interna" dietro la sparizione della borchia esposta nella mostra della Palestra Grande, le stesse sigle sindacali in una nuova lettera hanno attaccato il soprintendente ("ennesimo tentativo di gettare ombre e dubbi sul personale di vigilanza da parte di Osanna" scrivono, parlando anche di "giallo della sparizione") e hanno ribadito che "è ormai chiaro che si tenta di scaricare ogni responsabilità sugli addetti alla vigilanza per ogni evento negativo all'interno dell'area archeologica, dalla caduta dei muri ai furti. Invece di difenderli ed elogiarli - prosegue la nota - perché ogni giorno fanno i conti con un pubblico sempre più numeroso, come nelle domeniche gratis, con tutte le aperture straordinarie e con aree vastissime da sorvegliare a causa di un numero sempre più ridotto di addetti per via dei pensionamenti". È di nuovo guerra tra sindacalisti e Massimo Osanna. "La realtà - denunciano i sindacati dell'area archeologica di Pompei - è che, al di là degli annunci mediatici, c'è una totale inadeguatezza di tutto l'apparato tecnico e amministrativo della soprintendenza a far fronte a tutte le iniziative, dall'accresciuto numero dei visitatori ai tanti progetti portati avanti con il Grande progetto Pompei". Di qui l'accusa all'amministrazione di aver assunto "personale appartenente a società in house e a personale con contratti di consulenza a scapito del personale di ruolo, maggiormente qualificato e che costa anche la metà all'Amministrazione". Un gruppo di lavoratori, prosegue la lettera dei sindacati "che si è visto quasi totalmente messo da parte, senza incarichi o con incarichi modesti, contro la molteplicità di compiti e responsabilità affidati a personale esterno". Per questo, ricordano le sigle sindacali, era stato indetto proprio il 15 maggio lo stato di agitazione che faceva paventare nuovi disagi agli ingressi degli Scavi affollati di visitatori. In più le organizzazioni sindacali fanno notare che il sistema di allarme e la videosorveglianza all'interno dell'area della mostra "Pompei e i Greci" non sono collegati con la sala regia della soprintendenza. Una coincidenza inquietante, quella che anche all'epoca del crollo del muretto della Casa del Pressorio di terracotta in via dell'Abbondanza poi archiviata - era stata dichiarata un'agitazione sindacale. "Ci auguriamo che la Procura faccia presto chiarezza, così come ha fatto per il muro caduto qualche mese fa". In un'altra nota, il segretario provinciale Confsal-Unsa di Napoli, Michele Cartagine, chiarisce che "è difficile stabilire l'orario e il giorno in cui il furto è stato commesso, l'unica certezza è l'orario e la data della segnalazione, fatta mercoledì alle 19,15 circa, al momento della consegna dei custodi in servizio per il turno di notte. Durante l'orario di visita del pubblico specifica il sindacalista - l'area della mostra è presidiata da personale dell'Ales, di notte invece è vigilata da quello di ruolo, che interviene solo in caso di allarme". (s. c.)