ALESSANDRO Isaia, 47 anni, architetto e manager culturale torinese, è il nuovo direttore della Fondazione Artea. Vincitore di un bando a cui hanno risposto 130 candidati da tutta Italia, guiderà dal 5 giugno per tre anni, che potranno diventare cinque la struttura fondata dalla Regione nel 2009 per valorizzare i territori del Cuneese. Sono coinvolte in particolare le valli Monregalesi, Grana, Maira e Po, con i comuni di Caraglio, Saluzzo, Mondovì, Vinadio, ma l'idea è di estendersi fino a Savigliano e Racconigi. Artea, presieduta da Michela Giuggia, è destinata a raccogliere l'eredità di Marcovaldo, l'associazione che ha chiuso i battenti un anno fa in seguito alle vicende giudiziarie che hanno coinvolto e portato alla condanna a oltre 11 anni di carcere il fondatore ed ex presidente Fabrizio Pellegrino. «Ho sempre pensato che un limite del Piemonte, con l'eccezione di Torino, sia quello di potere contare su poche fondazioni culturali dice l'assessore regionale alla Cultura Antonella Parigi, che crede molto nel progetto Artea metterà a frutto quanto fatto dai predecessori per valorizzare quei territori e i loro beni culturali e sarà uno strumento in grado di realizzare un sistema, per superare la frammentarietà delle iniziative». Già coordinatore dei programmi culturali delle Olimpiadi di Torino 2006 a fianco di Evelina Christillin, attivo quindi nello staff dell'assessore alla Cultura della giunta Chiamparino, Fiorenzo Alfieri, quindi in Fondazione Torino Musei, da ultimo responsabile del lancio dell'Abbonamento Musei in Lombardia da questo incarico si è dimesso nei giorni scorsi Isaia ha le idee chiare su quello che dovrà fare: «Artea vuole essere un incubatore che non si mette in competizione con le iniziative del territorio, ma si occupa se mai di soggetti che da soli non ce la possono fare dice L'obiettivo è quello di creare reti attraverso lo strumento del marketing territoriale, tenendo conto della sostenibilità economica, in linea con le tendenze internazionali del settore: si vuole fare crescere e valorizzare ciò che già esiste, coinvolgendo i comuni come soci sostenitori». Isaia non ha ancora un programma, ma di sicuro pensa di rimettere in cantiere le belle mostre che per anni si sono realizzate al Filatoio di Caraglio, che continuerà a essere quartiere generale di Artea: «Uno dei problemi principali è fare arrivare il pubblico in quelle valli, per questo si dovrà promuovere, come si dice, l'"audience development" ». Ci rivolgeremo agli abitanti, con iniziative volte a incrementare il senso di identità e appartenenza penso per esempio al mondo occitano, ma anche a chi arriva da fuori». Il neo direttore si riferisce soprattutto ai francesi, che amano un turismo slow fatto di camminate e buona cucina, di arte ed eventi culturali: «Dopo una mappatura delle risorse e dei bisogni, individueremo i modi per valorizzare un territorio variegato, che raccoglie culture diverse, in un'area molto estesa, non per nulla quella di Cuneo è definita Provincia Granda ». Artea si occuperà in particolare dell'area montana integrata con le città del fondovalle, più bisognosa di aiuti dal punto di vista dello sviluppo del turismo culturale e della comunicazione, lasciando fuori aree come quella di Alba e Bra, che dispongono di maggiori risorse e mezzi: «Nei nostri piani ci sono rapporti con Cuneo, che tra l'altro si è candidata a capitale italiana della cultura per il 2020, e con realtà interessanti come l'associazione Terre dei Savoia, attiva in particolare a Savigliano, Fossano e a Racconigi con la sua Reggia conclude l'assessore Parigi La scelta del direttore, proveniente da una realtà come l'Abbonamento Musei, che mette al primo posto la rete, indica la strada».