DAL CIELO DI ROMA agli stand dei mercatini di antiquariato. La parabola degli antichi lampioni che fino a qualche mese fa illuminavano le strade della capitale si è chiusa in una piazza di Bologna, tra mobili vecchi e oggetti vintage. Su Facebook un utente ha pubblicato la foto di tre campane di plastica, rimosse dall'Acea e sostituite in molti quartieri della città con le nuove piastre al led, in vendita in un banchetto del mercato di antiquariato del capoluogo dell'Emilia Romagna. «Davanti alla chiesa di Santo Stefano di Bologna ecco tre lanterne acquistabili a 350 euro, trattabili. Povera Roma, venduta a pezzi» scrive sul social network Luciano Castro. Non si tratta di copie, bensì di lampioni originali realizzati dalle fonderie della capitale all'inizio del Novecento. «Com'è possibile che arredi urbani di proprietà del Comune finiscano in un mercatino di antiquariato?» domanda la consigliera radicale del I municipio, Nathalie Naim. Proprio lei alcune settimane fa aveva fotografato un'analoga compravendita sui banchi del mercato di Porta Portese. «Ho chiesto al dipartimento di Urbanistica un accesso agli atti per sapere dove vengono conservate le campane e i lampioni rimpiazzati dalle nuovi luci al led, ma non ho ancora ricevuto risposta» denuncia Naim. L'Acea, incaricata dalla giunta 5 Stelle della sindaca Virginia Raggi di sostituire 180mila lampadine al sodio per risparmiare 35 milioni di euro l'anno, fa sapere di aver affidato a una ditta esterna la rimozione degli impianti. «Le lanterne vengono portate in una discarica e dopo la presa in carica degli oggetti gli operai ci rilasciano una sorta di ricevuta La responsabilità di ciò che avviene in seguito non è nostra» sottolinea l'azienda di piazzale Ostiense. Resta il fatto che, come le panchine o le fiorirere, le lanterne, che hanno per Roma un valore storico, sono un bene pubblico, una proprietà del Comune e quindi la prima cittadina dovrebbe vigilare affinchè non vengano utilizzate per raccimolare qualche euro. Intanto, dopo le proteste dei residenti e delle associazioni di quartiere del centro storico, il Campidoglio ha convocato una speciale commissione di tecnici ed esperti che sta lavorando per rendere più gradevoli le nuovi luci al led, attualmente di gradazione troppo bianca e abbaglianti. Fredde rispetto al calore e alla storia dei vicoli del salotto della città. Oltre a rappresentanti di Acea, sovrintendenza, Comune e ministero dei Beni culturali, l'assessore capitolino all'Urbanistica, Luca Montuori, ha chiamato al tavolo anche Marco Frascaruolo, progettista delle luci al led della Cappella Sistina e professore del Laboratorio di acustica e illuminoteca dell'università Roma Tre, e il docente Stefano Catucci del master di Lighting design della Sapienza. «La priorità della commissione dice la consigliera municipale Naim deve essere la gradazione dei led. La luce deve essere più calda, così da restituire l'anima alle strade e alle piazze più belle del centro storico e della periferia ».