C'È la vedova del giardiniere defunto di Villa Pignatelli che a citofono non si capacita: «Ma chi lo dice che siamo abusivi?». E accanto al suo nome quello della moglie di un alto magistrato il quale replica a telefono: «Non so di cosa sta parlando». Per la Procura della Corte dei conti sono alcuni degli inquilini abusivi che vivono nelle case di tre "prestigiosi monumenti": Villa Floridiana, Bosco di Capodimonte e Villa Pignatelli. Sedici immobili nel mirino del sostituto procuratore Ferruccio Capalbo che contesta un danno erariale di un milione di euro. Perché i fitti versati sono al di sotto dei valori di mercato. Appartamenti a prezzi stracciati, immersi nel verde pubblico. E ora scattano le richieste di risarcimento ai danni di cinque alti funzionari di ministero dei Beni culturali e Agenzia del Demanio: gli ex soprintendenti per il Polo museale di Napoli, Fabrizio Vona e Lorenza Mochi Onori, gli ex direttori della filiale campana del Demanio Roberto Di Giannantonio e Cesare Sarchiapone, l'ex coordinatore della filiale campana del Demanio Tiziana Toniutti. In Villa Floridiana, dopo la discovery dell'indagine, rivelata già ad aprile 2016 da "Repubblica", ci sono porte e finestre sbarrate. Una signora chiude le imposte alla vista del cronista, sbraitando poche parole: «Invece di pensare ad altri problemi, vengono a scocciare una povera donna vecchia». Sono tre le case immerse nella vegetazione della Floridiana. Due ancora occupate da vedove di vecchi titolari di concessioni, scadute nel 2009 e nel 1985. C'è un canone di 53 euro al mese pagato, a fronte di un valore di mercato di 793 euro. E di 260 euro versati invece di 697 euro. Alla palazzina Rothschild di Villa Pignatelli le concessioni in un caso sono scadute "addirittura nel corso dell'anno 1970". Al citofono "Moretta", un'anziana signora commenta: «Siamo da sessant'anni qui, mio marito faceva il giardiniere a Villa Pignatelli. Ora lavora mio figlio che si divide tra Capodimonte e San Martino». Di fatto gli inquilini sono in gran parte parenti di ex dipendenti delle Soprintendenze. Anche il locale che fu assegnato nel 1961 a Luigi Penta fu trasferito alla figlia Margherita. Sul citofono figura la coppia "Penta-Zuccarelli". Lei è la moglie del procuratore aggiunto Fausto Zuccarelli il quale risulta residente proprio a via Giacomo Piscicelli 1M, l'indirizzo che dà accesso ai due piani appartenuti ai banchieri ebrei, i Rothschild. «Sono in riunione, non so di cosa sta parlando», replica Zuccarelli. A Capodimonte gli appartamenti incriminati sono otto. Cinque sono già liberi, per gli altri tre due al "Fabbricato Colletta" e uno alla "Casina dei principi" è stata intrapresa azione legale. La rivendica l'attuale direttore Sylvain Bellenger chiarendo che si tratta di «situazioni esistenti prima che assumessi l'incarico e, appena entrato in funzione, ho subito promosso ogni iniziativa tesa all'imprescindibile ripristino della legalità ». Dietro le storie dei singoli, c'è un unico guazzabuglio burocratico. Tutti questi immobili appartenevano fino al 2010 al Demanio, poi passati nella gestione del ministero dei Beni culturali. Quasi un anno per trasferire le carte. Negli anni sono state avviate anche "azioni di sgombero", impugnate dagli inquilini: "quasi sempre con esiti favorevoli alla amministrazione pubblica scrive il pm Capalbo - Nei rari casi in cui gli stessi sono stati accolti, lo è stato solo per motivi o vizi affliggenti il procedimento malamente articolato dagli uffici, mai riconoscendosi la legittimità delle occupazioni, sistematicamente riconosciute come senza titolo". Nel 2012 l'ex soprintendente Vona provò anche a rideterminare i canoni, pretendendo gli arretrati dagli occupanti. Ci sono voluti "oltre due anni" per elaborare i calcoli. E nel frattempo la stessa Soprintendenza ha revocato la messa in mora: per cui "le somme richieste nel 2012 non costituivano più oggetto di alcuna pretesa". Vuol dire che su gran parte dei mancati introiti è scattata la prescrizione. È stata anche direzione del ministero a rimarcare "l'illegittimità di tutta questa gestione". Al punto che nel 2016 la nuova direttrice Mariella Utili ha inviato diffide agli inquilini. Una relazione interna al Demanio del 2006 evidenziava "la necessità di far emergere la effettiva redditività del patrimonio al fine di eliminare le distorsioni causate da utilizzazioni senza titolo eo con titolo scaduto, a canoni estremamente ridotti". Ieri è arrivata la nota del Demanio che "condanna con fermezza qualsiasi comportamento negligente nella gestione del patrimonio pubblico e lesivo dell'interesse dello Stato e dei cittadini".