I lettori, i cittadini, nostro grande e prezioso occhio sulla città, hanno quasi sempre la ragione del buonsenso e della logica. Infatti, in una mail di qualche giorno fa, Magistrelli ci ha segnalato l'ovvio e inevitabile risultato: il tratto crepato è crollato. Peraltro lasciando pericolosamente in bilico anche la parte superiore delle Mura, quella con i merli. La parte interessata dal crollo si trova su viale del Policlinico, proprio di fronte alla sede delle Ferrovie dello Stato, in linea d'aria a non più di 100 metri da Porta Pia. 19 chilometri di storia «Il problema è che sulle Mura non si fa assolutamente la manutenzione continua di cui avrebbero bisogno - spiega Rossana Mancini, docente di Restauro dei monumenti alla facoltà di Architettura della Sapienza - Le necessità principali? Due e nemmeno troppo costose: il rabboccamento della malta, ovvero il riempimento nei punti in cui si rischia lo "scollamento" di mattoni e laterizi, e il controllo della vegetazione, che andrebbe ridotta al minimo, se non proprio eliminata». Invece sui 19 chilometri di Mura costruite quasi 1800 anni fa (e raddoppiate in altezza un secolo dopo) crescono rigogliosi e senza alcuna sorveglianza cespugli in quantità e persino alberi alti, come accade in via Campania. E non bisogna essere degli esperti di restauro per comprendere che le loro radici spaccano e devastano in profondità la millenaria struttura. I restauri del Cinquecento «Molto spesso a crollare sono dei tratti restaurati molti secoli fa, dal 1500 in poi - aggiunge la professoressa Mancini - Ma per noi hanno comunque un grande valore storico. per fortuna nell'area sud, a partire dagli archi sulla Colombo, dopo un cedimento importante sono stati fatti grossi lavori di restauro. Per il resto le zone a rischio sono tantissime». A partire, secondo la docente, da quella tra la Piramide Cestia e ancora la Colombo, «dove basta toccare che vengono giù pezzi malta e laterizi». «In mancanza di veri e propri restauri, servirebbe la manutenzione, la sorveglianza attiva e continua su un monumento unico al mondo, che andrebbe protetto e tramandato con amore»