Il rappresenante del governo Cuffaro ha rimarcato il proprio diniego a nuovi «saggi» petroliferi A distanza di 24 ore dalla conferenza di servizio tenutasi a palazzo dell'Aquila, dedicata all'illustrazione del progetto di ricerca da parte della Panther Eureka srl, tenuta dall'amministratore delegato Jim Smitherman IH, scende in campo nuovamente l'assessore regionale al Turismo, Fabio Granata. ; Il rappresentante del Governo Cuffaro parla di divieto assoluto di ricerche petrolifere nei siti Unescp, ricordando che è già all'esame dell'aula dell'Arala revoca ed il divieto di ricerca di idrocarburi in tutti insiti siciliani dell'Unesco. «Ma la gravita di alcune dinamiche - afferma Granata - ci farà tenere la guardia alta in modo ancora più intransigente». La Panther Eureka ha affermato mercoledì che è venuta in Sicilia nell'ambito del progetto Archimede per la ricerca di gas in siti dismessi, dopo è stato appurato che non c'è traccia di petrolio. L'oro nero, invece, sarebbe stato trovato ancora una volta dall'Eni nella campagne ragusane, a circa 3,200 metri di profondità, anche se non è ancora iniziata la coltivazione che dovrà stabilire la portata del pozzo denominato «Tresauro 1». Al momento l'Eni ha in azione a Ragusa circa 40 pozzi che tirano fuori 6.500 barili al giorno di greggio, mentre altri venti sono stati dismessi. «Ribadisco il mio stop alle ricerche petrolifere nel Val di Noto - aggiunge l'assessore Granata - abbiamo ascoltato un linguaggio che sembra uscito da un film western, dove gli americani promettono perline agli indigeni. Sappiano questi signori che la Sicilia non è più in vendita, e lo ricordino anche quei settori della politica e della società siciliana che hanno assunto irresponsabili posizioni da ascari».