BARI. Di suo c'è soltanto un logo di successo, il Twiga Beach Club. Il clamore mediatico sulla presenza di un lido di Flavio Briatore a Otranto, però, sta avendo effetti negativi più che positivi. Ieri mattina, i carabinieri e gli agenti della polizia provinciale si sono presentati nella zona dove c'è il terreno interessato dai lavori e hanno apposto i sigilli preventivi a quella che dovrebbe diventare una spiaggia a 5 stelle per super vip. Ci sono anche due iscritti nel registro degli indagati. Si tratta del rappresentante della società che sta realizzando il lido, Mimmo De Santis, e del candidato sindaco, e fratello del sindaco uscente, Pierpaolo Cariddi. Il provvedimento segue l'apertura di un'inchiesta da parte del sostituto procuratore Antonio Negro, che nei mesi scorsi aveva chiesto di esaminare più a fondo l'autorizzazione concessa dall'amministrazione comunale a marzo dello scorso anno. Evidentemente, non tutto è apparso regolare e il magistrato ha deciso di fermare i lavori. Titolare della concessione è la società Cerra srl, costituita da un gruppo di imprenditori salentini e presieduta da De Santis, che è anche presidente di Federalberghi Salenti. Il nome di Briatore non compare tra i soci. L'imprenditore, infatti, ha solo concesso l'uso del marchio Twiga utilizzato in altre due strutture balneari a Pietrasanta (Lucca) e a Montecarlo. Su un terreno agricolo di cinque ettari con affaccio su una scogliera a picco sul mare, infatti, la società sta realizzando alcuni prefabbricati e diverse pedane, una grande piscina, un parcheggio e un'area solarium per lettini e baldacchini. Tutte strutture che non è possibile costruire su un terreno classificato come agricolo. Nell'autorizzazione approvata dal Consiglio comunale si concede la possibilità di realizzare «strutture amovibili di chiosco e ristorante e servizi per la balneazione per consentire la fruizione del litorale e garantire la fornitura di servizi e attrezzature utili alla balneazione». Secondo la magistratura, invece, quello che si sta realizzando è molto più di quanto previsto. Briatore, del resto, non ha mai nascosto la sua intenzione di fornire, a chi se lo può permettere, servizi extra-lusso su un'area che si affaccia su uno dei tratti più belli della costa adriatica salentina. Difficile, quindi, che persone disposte a spendere diverse decine di euro per una giornata al mare possano accontentarsi di un chiosco e di un lettino. I dubbi che intende sciogliere il pm Negro riguardano le concessioni edilizie, ma anche il rispetto dei vincoli storici, artistici, archeologici, paesaggistici e ambientali. Il tutto partendo dai permessi a costruire e dalla conformità delle opere alla destinazione urbanistica, a cominciare dal loro rispetto delle cubature e delle caratteristiche indicate nel progetto. Sembra, inoltre, che la struttura impedisca l'accesso al mare a quanti non possono permettersi l'ingresso al Twiga. De Santis, in qualità di rappresentante legale della società Cerra srl, e l'ingegnere progettista responsabile dei lavori Cariddi, candidato sindaco per una lista civica alle prossime elezioni amministrative, sono accusati di abuso edilizio in zona soggetta a vincolo paesaggistico e di occupazione abusiva del demanio marittimo. Sarebbero stati accertati consistenti interventi di sbancamento e spianamento del terreno, lavori edili e modifiche allo stato dei luoghi. L'accesso all'area sarà consentito solo per la manutenzione del verde.
Corriere della Sera
16 Maggio 2017
Otranto. Abusivismo edilizio, bufera sul Twiga di Briatore. Scattano i sigilli al cantiere
FR
Francesca Mandese
Corriere della Sera
Artista / Persona
Bene culturale
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