Sarà un'estate con un Castel Sant'Elmo a metà. Alcune parti del castello collinare di Napoli, utilizzate di solito per spettacoli, sono oggi inagibili. Per esempio la Sala Cannoni, posta al centro dell'affascinante spazio interno agli ambulacri cinquecenteschi. Una sala in cui ora mancano luci, che veniva spesso utilizzata per manifestazioni e spettacoli con una capienza di 500 posti. E restano sbarrate anche le porte dell'Auditorium e delle sale adiacenti, chiuse nei mesi scorsi, come già segnalato dal «Corriere del Mezzogiorno». La platea conta 650 posti e ha spesso ospitato i concerti dell'Associazione Scarlatti, che di conseguenza ha dovuto trovare sedi diverse, come il Teatrino di Corte di Palazzo Reale, altro luogo che peraltro quest'anno ha avuto serie difficoltà. Lo stop all'Auditorium di Sant'Elmo è dovuto a problemi di sicurezza relativi agli impianti elettrici e alle segnalazioni luminose. Oggi la situazione è ancora critica, tanto che dalla Scarlatti annunciano: «L'anno prossimo la nostra stagione si svolgerà tutta intera al teatro Sannazaro». Da sede principale del Teatro Festival, il Castello che domina la città dall'alto del Vomero rischia dunque oggi di diventare luogo periferico per il mondo del teatro e della musica restando fuori dal circuito degli spettacoli dal vivo. Ed è singolare che sul sito web gli spazi interdetti siano ancora segnalati come disponibili da dare in gestione per eventi. Di questo servizio per il Polo Museale, da cui dipende Sant'Elmo, si occupa Fernanda Capobianco, che conferma: «Gli ambulacri non sono agibili per spettacoli», ma poi puntualizza: «Resta disponibile la Piazza d'Armi, sul terrazzo». Un luogo effettivamente incantevole dove pare che si riuscirà per la prossima estate a organizzare qualche concerto. Per fortuna. Ma come si è arrivati in questa situazione? Si tratta degli stessi problemi del Mercadante? Napoli è destinata a vedere chiusi tutti i suoi spazi teatrali più prestigiosi? «Effettivamente», risponde la direttrice di Sant'Elmo Annamaria Romano, «è un problema diffuso. Anche noi non abbiamo la certificazione di agibilità, come accaduto al Mercadante, perché negli anni scorsi venivano concessi permessi temporanei e la certificazione veniva rimandata di anno in anno, senza che si provvedesse a realizzare i necessari adeguamenti. Così facendo siamo arrivati al paradosso di restare senza permessi per il pubblico spettacolo. Comunque abbiamo presentato il progetto per ottenere la certificazione e ora stiamo periziando. Poi procederemo all'appalto dei lavori e ai lavori stessi». L'iter insomma è lungo. Per questo l'Associazione Scarlatti ha cercato una diversa soluzione per il prossimo anno. Per consolarsi restano sempre gli spazi museali del Castello che quest'anno si sono arricchiti dell'opera di Paolo Puddu, «Follow the shape», vincitrice del concorso «Un'opera per il Castello». Si tratta di un corrimano con una scritta in braille che descrive il panorama. Speriamo non diventi il simbolo di una pericolosa e diffusa cecità sullo stato dei nostri straordinari beni culturali.