NAPOLI. Pace fatta tra il direttore del museo di Capodimonte Bellenger e il critico d'arte Vittorio Sgarbi, consulente del presidente De Luca. Tra i due, negli ultimi mesi c'erano stati botta e riposta al vetriolo. Ieri pomeriggio il professore ha visitato il museo e il bosco di Capodimonte. Il critico, in città per incontrare il sottosegretario Cesaro, ha visitato e apprezzato le mostre «Picasso e Napoli: Parade», «Incontri sensibili» e «L'opera si racconta». Durante il tour Sgarbi ha conosciuto il direttore del museo ed ha ricordato la prima volta che venne a Capodimonte nel 1972 e fu derubato della vaglia. Restando a Capodimonte. Il legame tra Napoli e la Polonia inizia con gli Angioini. Oggi a ribadire l'amicizia tra l'Italia e lo stato dell'Est Europa, i cui inni si citano a vicenda, è l'accordo firmato ieri al museo di Capodimonte tra l'Università Luigi Vanvitelli e quella di Cracovia, nell'ambito dell'incontro «Italia-Polonia. Nuovi percorsi di una collaborazione internazionale». «Con questa intesa abbiamo voluto ribadire quanto sia importante l'apertura al mondo dei nostri studenti», ha commentato il rettore dell'università campana Giuseppe Paolisso. Ma l'intenzione è non limitare la cooperazione agli scambi accademici, ma estenderli all'economia e al mondo della cultura. Su questo punto, Il direttore del museo di capodimonte Sylvain Bellenger ha proposto di coinvolgere anche la galleria nazionale di Cracovia in progetto sugli Angioini insieme alla Francia. A partire dalle comuni radici culturali, l'incontro ha voluto proporre una riflessione su tre dame rinascimentali. Si tratta della dama con l'ermellino di Leonardo, conservata al museo Wawel di Cracovia, la dama con il liocorno di Raffaello, che si trova alla Galleria Borghese di Roma, e l'Antea del Parmigianino del museo di Capodimonte. L'occasione è stata la presentazione di Antimo Cesaro, sottosegretario ai beni culturali e professore di scienze politiche alla Vanvitelli, dal titolo «Arcana tabula. Il pittore. La dama. Il liocorno». L'autore ha sottolineato anche che «la cultura può essere un volano per lo sviluppo economico con importanti ricadute occupazionali». Di rapporti economici e delle potenzialità del mercato polacco si è parlato nella seconda parte della giornata, dove rappresentanti della Sace e dell'Ice si sono confrontati con gli imprenditori napoletani Cimmino e Pontecorvo, e i consoli italiani a Cracovia e Breslava. Agroalimentare, biologico e turismo, sono tra i settori in crescita in Polonia, di cui l'Italia è il quarto partner commerciale.