Ventuno anni fa, quando fu decisa la pedonalizzazione di via Dante e la città si divise, Roberto Libretti fu tra gli sponsor più entusiasti del progetto di chiusura al traffico. «Lo zoccolo duro dei negozianti era favorevole racconta : la pizzeria Il Castello, il bar Lo Sforzesco e Le scarpe di Paolo dove con mio suocero lavoravano mia moglie Francesca e le sue sorelle Anna e Rosi». Da sei anni, Libretti, 65enne presidente di Assorefici e vie limitrofe, lavora al progetto di ampliamento dell'isola fino a includere via Orefici. I negozianti in via Dante si divisero. «Molti erano indecisi, altri impauriti. Era stato pedonalizzato corso Vittorio Emanuele che però era attaccato al Duomo. Non c'erano altri precedenti. Si chiedevano: come scarico la merce? Come arrivano fin qui i pompieri? Ero certo che la via sarebbe diventata un salotto. Fino a quel momento era un vialone a scorrimento veloce dove passavano i bus turistici e persino la 60». Tante auto, pochi pedoni, come la via Orefici di oggi ? «Esatto, mentre via Dante pullula di turisti, la via Orefici, che è una strada ampia e bruttina nonostante abbia un enorme potenziale, è trafficata di taxi e auto blu ma non ci sono pedoni. Per questo è necessario cominciare con delle giornate di chiusura al traffico sperimentali. Stiamo cercando sponsor e i primi 2 li abbiamo trovati». Qual è il potenziale di questa strada? «Ci sono due aspetti da valutare oltre a quello commerciale. Il primo è prospettico: da qui parte la linea che va dritta alla torre del Filarete. E non c'è un altro boulevard naturale lungo come questo, da via Dante a Orefici, dove s'affacciano palazzi meravigliosi e tutti alla stessa altezza». Il secondo? «È culturale. Qui non abbiamo i grattacieli griffati ma abbiamo la storia, da una parte Ludovico il Moro e dall'altra il Duomo e piazza Mercanti e le vie delle arti e mestieri. C'è il cuore della città, della Milano romana. Fai dieci passi ed entri nell'Ambrosiana». Quindi? «La Pinacoteca è con noi. Le chiusure sperimentali hanno un significato anche culturale. Ora è venuto in visita Obama ma quanti non la conoscono? Io ne sono innamorato da quand'ero ragazzo e decisi con la fidanzatina di allora, la Donatella, di visitare l'Ambrosiana invece di andare al Carminati, una sala da ballo in voga in zona Duomo». Come entra la Pinacoteca nel progetto? «La prima domenica di chiusura al traffico della via cadrà il 29 aprile 2018, nel giorno del quarto centenario della sua apertura. E poi saranno le riproduzioni in gigantografia del Codice Atlantico, la Canestra di frutta di Caravaggio, il Musico di Leonardo da Vinci e tanti altri gioielli lì custoditi ad animare la via Orefici in quelle giornate di sperimentazione». Per quella data sarà a buon punto la trasformazione della vicina piazza Cordusio. «Questo è sicuro, arriveranno centri commerciali, marchi internazionali, hotel a sette stelle... ed è bene poter offrire ai milanesi e ai turisti un'altra prospettiva, mostrare cosa potrebbe essere il centro con la via Orefici pedonale. Da un marciapiedi all'altro ci sono da 15 a 18 metri di profondità. C'è lo spazio per i tram e c'è lo spazio per pedoni e biciclette».