VOLANO per il recupero dell'intero complesso della Cavallerizza Reale, il restauro del Maneggio Alfieriano suscita l'interesse della Compagnia di San Paolo, che sarebbe pronta a intervenire con un'iniezione di denaro fresco. La disponibilità della cassaforte di corso Vittorio Emanuele a sovvenzionare, con altri finanziatori, la ristrutturazione del nucleo centrale delle scuderie sabaude è stata messa sul tavolo ieri dal direttore del Teatro Stabile, Filippo Fonsatti, durante la riunione sul futuro della Cavallerizza convocata dal vicesindaco Guido Montanari. Inutile dire, come ha ricordato l'altro giorno in Sala Rossa un consigliere comunale M5s, che al momento il Comune non ha i denari per "de-cartolarizzare", e dunque far tornare in mano pubblica l'intero fabbricato. E tanto meno ha i quattrini necessari per il restauro dell'unico pezzo di Cavallerizza attualmente ri-pubblicizzato, cioè il Maneggio Reale. E così, come ha confermato ieri Montanari tirando le somme dell'incontro, "si deve partire dalle risorse disponibili e dal restauro" per restituire alla città un bene patrimonio dell'Unesco. Una politica dei piccoli passi, che prenda le mosse dai soldi a disposizione, come il finanziamento del ministero dei Beni culturali per dare ai Musei Reali un nuovo spazio espositivo, e dai progetti in cantiere, come l'ostello della gioventù a cui pensa la Cassa depositi e prestiti, proprietaria dell'ala dell'ex Accademia Reale. In questo quadro si inserirebbe l'apporto della Compagnia di San Paolo al fianco del Teatro Stabile per il restauro del Maneggio. «Se aspettiamo di fare un grande progetto ha fatto notare il vicesindaco non troveremo mai i soldi per finanziarlo". Pur dicendo "no allo spezzatino" e promettendo «permeabilità e accessibilità a tutti», Montanari dimostra di voler prendere una strada che porti, nel più breve tempo possibile, probabilmente entro l'autunno, ai lavori di restauro del Maneggio Reale, primo tassello della riqualificazione. Un'operazione che costerebbe dai 500mila euro (nel caso della sola messa a norma) ai 3 milioni per un intervento di massima che farebbe da volano a l resto della riqualificazione. Compreso il progetto ricettivo della Cdp: «Non trovo niente di male ha affermato il vicesindaco nel progetto di un ostello per giovani con prezzi calmierati». O nella proposta del rettore dell'Università , Gianmaria Ajani, che vorrebbe prendere in affitto le Pagliere per fare un incubatore culturale con residenze per artisti. Usi, questi, che seguono il masterplan redatto dall'architetto Matteo Robiglio su commissione dall'ex sindaco Piero Fassino. Un disegno che la giunta Cinque Stelle sembrava voler archiviare, ma che adesso rinasce: «Non possiamo far finta che non esista, anche se fatto con finalità non sempre condivisibili ».Ciò che cambia è l'apertura di Palazzo civico all'esperienza degli occupanti, i quali vorrebbero che l'intero complesso diventi un luogo a disposizione della cittadinanza, secondo un modello di "uso civico". Tanto che consegneranno ai consiglieri comunali M5s una proposta affinché, chiarisce la portavoce Giulia Druetta, «il Comune si impegni a sostenere la ricerca di un modello di uso civico per la Cavallerizza».