«La mostra dei Dinosauri si può fare dappertutto, in Argentina come a Milano. Invece Guariento lo fai solo a Padova. In questi anni è mancata la narrazione della città e della sua identità forte. È ora di cambiare». Riparte dalla cultura, il suo ambito d'eccellenza, l'impegno politico di Andrea Colasio. L'ex assessore con Zanonato, poi candidato sindaco nel 2014 con Scelta civica (si fermò al 3), sarà tra i 32 candidati della lista di Area civica a sostegno di Sergio Giordani. Colasio perché questo nuovo impegno? «Storicamente quando c'è un rapporto di osmosi tra politica e cultura Padova esprime il meglio. Penso al sindaco Tolomei che nel 1880 acquistò gli Scrovegni per evitare che gli affreschi di Giotto finissero in Inghilterra. E a Francesco Feltrin che negli anni '70 inventò qui a Padova l'assessorato alla cultura. Persone che hanno saputo unire la città e investire sulla cultura». In questi anni però non sono mancati gli investimenti. «È mancata la visione di Padova come grande città europea. È mancata una narrazione adeguata alle opportunità di questa città, che non può essere chiusa, ma deve essere cosmopolita». E le grandi mostre? «Erano meteoriti precipitati su Padova. Basta pensare a "Food" o ai dinosauri. Non c'era nessun legame con l'identità padovana». I Dinosauri però hanno fatto 170 mila visitatori. «Guardi a Guariento, ai Veneti antichi, alla mostra sul Bembo. Nel 2013 Padova è stata la terza città italiana per visitatori di mostre. E poi non serve Disneyland: a Treviso gli impressionisti fanno 330 mila visitatori». Cosa intende per identità padovana? «Siamo la città al mondo con il maggior numero di metri lineari di affresco. Lo vogliamo raccontare? Dobbiamo ottenere il riconoscimento Unesco per Padova urbs picta». Lei è stato anche consulente di Bitonci per il Castello. «Ho prestato le mie competenze per amore della città e a titolo gratuito. Perché credo che restituire il Castello a Padova vuol dire restituirle un suo pezzo di storia». Al Castello però ci si lavora da più di 15 anni. «C'è un piano strategico già consegnato alla Soprintendenza e ministero. Sarà un grande spazio per il design e l'arte contemporanea». E il centro San Gaetano? «Ne va ripensata radicalmente l'identità, la vocazione e la missione. Finora è rimasto un bazar: va trasformato in una grande biblio-mediateca, come Palazzo Borsa a Bologna». A Padova serve un auditorium per la musica. Lo chiede da tempo anche l'Opv. «Bisogna fare uno studio di fattibilità valutando l'ex cinema Altino o palazzo Foscarini». Perché ha scelto Giordani? «Padova ha bisogno finalmente di pacificazione. Bisogna passare dalle grida manzioniane alle proposte». E perché Area civica? «Perché è una lista plurale. Ci sono persone che provengono da mondi diversi legate da un unico interesse: l'amore per la città».