Teatro Comunale, ieri il sindaco Domenici ha incontrato a Roma il ministro ai Beni culturali Rocco Buttiglione. Un incontro a tarda sera durato oltre un'ora e mezzo e inseguito con determinazione da un Domenici deciso a far uscire la Fondazione del Maggio Musicale Fiorentino dall'impasse in cui il deficit di bilancio, la mancanza di accordo all'interno del cda sulla nomina del nuovo sovrintendente (dopo le dimissioni di Giorgio Van Straten), lo hanno fatto precipitare. Domenici non si è presentato al ministro con una possibile soluzione, ma ha fatto al ministro un quadro il più completo possibile della situazione del teatro e del clima che si è creato all'interno del cda. Buttiglione non ha potuto fare altro che registrare le parole di Domenici e prendere tempo per decidere. A lui, in questi, giorni bersagliato di lettere sulla vicenda, spetta infatti la decisione sul possibile commissariamento o il consiglio-ordine a Domenici di tornare a riunire il cda e di riuscire a trovare un accordo per evitare alla Fondazione un passaggio ulteriormente difficile come quello del commissariamento. Ieri, a tarda sera, il primo round romano della bagarre fiorentina si è chiuso con la richiesta di tempo per riflettere avanzata dall'arbitro-ministro Rocco Buttiglione. Forse è un passo avanti per sbloccare la situazione. Il sindaco ha spiegato che «l'incontro è stato positivo e il ministro ha considerato l'importanza e la delicatezza della vicenza». Difficile, del resto, per il ministro prendere una decisione senza tenere conto della posizione di tutti gli esponenti del centrodestra che in questi giorni si sono rivolti a lui chiedendogli di ponderare bene qualunque decisione in merito alla prestigiosa Fondazione musicale fiorentina. L'impegno che il ministro ha preso è quello di prendere una decisione in tempi ragionevolmente brevi. Nei prossimi giorni, probabilmente, ci saranno ulteriori contatti con Domenici anche per chiarire ancor più nei dettagli la situazione. Certo Domenici nella sua esposizione dei fatti, non deve aver nascosto il suo personale malessere nel presiedere un consiglio di amministrazione che nell'ultimo periodo ha bocciato una dopo l'altra tutte le soluzioni che gli sono state proposte. Ultima, solo in ordine di tempo, la netta presadi posizione contro il commissariamento della Fondazione del Maggio del presidente del consiglio regionale della Toscana, Paolo Bartolozzi (Forza Italia): «Sono fermamente contrario a qualsiasi ipotesi di commissariamento del Maggio Musicale Fiorentino. Domenici non può agire da padre padrone su una struttura che costituisce parte rilevante della cultura della Toscana». Bartolozzi ha chiesto «al presidente Martini e ali' assessore regionale competente di venire in aula a riferire quale è la posizione della Regione, che esprime due consiglieri del cda del Maggio Musicale Fiorentino, in merito alle decisioni del sindaco di Firenze». Bartolozzi, ricalcando le posizioni già espresse dal vicepresidente della Fondazione del Maggio, Stefano Bertini, in una delle lettere che in questi giorni sono state inviate al ministro Buttiglione ha sottolineato che «non si può prendere sul serio l'isterismo del sindaco che vuole azzerare tutti i vertici del Maggio per sbarazzarsi di consiglieri a lui scomodi e allo stesso tempo scaricare le proprie responsabilità di incapacità gestionale. Fra l'altro, la normativa prevede la possibilità di commissariamento solo per un deficit di bilancio pari al 30 per cento per due anni consecutivi o per irregolarità». Bartolozzi ha colto l'occasione per un'altra stoccata contro Martini: «La Regione ha insistito non può continuare ad essere spettatrice passiva di tutto questo lasciando Domenici libero di decidere come è successo nel caso del recente accordo fra Firenze e Bologna su Firenze Fiera e sull'aeroporto Vespucci». . Pomeriggio agitato quello che il sindaco Domenici ha trascorso a Roma. Prima la già fissata conferenza unificata come presidente dell'Anci, insieme ai rappresentanti nazionali di Regioni e Comunità Montana con tanto di annunciata 'occupazione' della sala del Palazzo romano di via della Stamperia dove ha sede il dipartimento degli Affari regionali. In quell'incontro Regioni, Province, Comuni e Comunità Montane hanno chiesto precise assicurazione sul finanziamento del fondo sociale (per il quale è stato previsto un taglio del 50 per cento), ma il ministro Maroni, in una prima fase, si è dimostrato, a loro parere «evasivo». Così i quattro moschettieri degli enti locali hanno deciso di non lasciare la sala della conferenza unificata fino a quando non fossero arrivate risposte certe. «Non ce ne andremo ha detto il presidente dell'Anci, Leonardo Domenici fino a quando non arriverà una risposta certa dal ministro Maroni». La minacciata 'occupazione' ha sortito l'effetto sperato e alle 19,30 Maroni ha risposto alle domande ddei rappresentanti di tutti i sindaci, di tutti i presidenti di Comunità Montane, Province e Regioni. La faccenda, però, ha ulteriormente fatto slittare l'incontro che Domenici aveva fissato con il ministro Buttiglione alle 19,45.
Maggio, fumata grigia fra Domenici e Buttiglione
Ieri sera, il sindaco di Firenze, Domenici, ha incontrato il ministro dei Beni culturali, Rocco Buttiglione, per discutere della situazione della Fondazione del Maggio Musicale Fiorentino, che si trova in difficoltà finanziarie e ha un deficit di bilancio. Domenici ha spiegato la situazione al ministro, che ha espresso la sua disponibilità a prendere una decisione, ma ha richiesto tempo per riflettere. Il sindaco ha anche espresso il suo personale malessere nel presiedere il consiglio di amministrazione del Maggio, che ha bocciato tutte le soluzioni proposte. Il ministro ha promesso di prendere una decisione in tempi ragionevolmente brevi.
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