Affidati gli incarichi per progettare la ristrutturazione del San Francesco. Nel frattempo si faranno anche le indagini per analizzare il sottosuolo Un restyling che consentirà di risolvere i problemi strutturali dalle infiltrazioni alla compartimentazione del riscaldamento e che darà all'ex convento la veste di casa della cultura. L'amministrazione comunale a distanza di quindici anni dal restauro progettato dall'architetto Cristinelli, ha deciso di mettere mano nuovamente al complesso di piazza della Motta che sarà il fulcro della riqualificazione dell'area e della sua trasformazione. Sono ipotizzati lavori per 380 mila euro. Ex convento. Si tratterà di un recupero conservativo del complesso culturale, «per preservarne le condizioni e correggere i punti di debolezza della struttura che possono accelerarne il degrado, così come emerso in misura davvero rilevante verso la fine del 2016 e l'inizio dell'anno corrente si legge nella determina del settore patrimonio . I fabbricati presentano in più punti fenomeni di infiltrazioni localizzate nei manti di copertura e nelle pavimentazioni del chiostro e dei loggiati, che impongono un restauro conservativo di parti di intonaco negli edifici del convento, del chiostro e della chiesa». Sarà quindi adeguata la centrale termica «con il fine di migliorarne l'efficienza energetica» e quindi sia l'impianto di riscaldamento che di raffrescamento. L'assessore alla cultura, Pietro Tropeano, sta poi lavorando a un progetto di valorizzazione storicoturistica del convento. Come ha anticipato in occasione del Caffè del Messaggero Veneto, l'assessorato realizzerà un opuscolo sulla storia e le bellezze artistiche del convento. Progettazione. Preliminarmente sono stati affidati alcuni incarichi per la fase di progettazione, incarichi per un valore complessivo di 24. 396 euro. All'architetto Nicola Tondat di Pordenone, la progettazione e la direzione operativa architettonica, a Dario Feletto di Progetto Impianti (Studio associato di Pordenone), la progettazione e la direzione operativa impiantistica; all'ingegnere Franco Maschio il coordinamento della sicurezza; alla Leumax srl di Pordenone la consulenza illuminotecnica e la realizzazione del rendering. Sottosuolo. Con un'altra determinazione, l'amministrazione comunale ha affidato al geometra Gian Luca Rosso e alla Arcsat di Padova le indagini nel sottosuolo di piazza della Motta (imepgno economico complessivo pari a 4. 240 euro). Si tratta di indagini geofisiche con metodo georadar per «l'identificazione dei sottoservizi ed eventuali cavità sotterranee e successiva restituzione dell'area individuata in piazza della Motta». Gli esami serviranno a valutare il rischio archeologico e tutto dovrà avvenire seguendo le linee guida della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia. Il disegno. Non va infatti dimenticato che, nell'ambito del progetto di riqualificazione di piazza della Motta, l'amministrazione comunale ha previsto la realizzazione di un parcheggio sotterraneo (di una sessantina di posti) che dovrebbe assorbire le automobili che oggi sostano sulla piazza. La superficie, infatti, dovrà essere pedonale e saranno spostate la fontana e la statua del santo in centro alla piazza. Per non creare un disagio alle attività che si affacciano sulla piazza si è tuttavia pensato di creare un parcheggio sotterraneo, ma trattandosi di un'area archeologica vanno fatti tutti i rilievi preliminari del caso. I finanziamenti. La riqualificazione di piazza della Motta è inserita nel "Bando per la presentazione di progetti per la predisposizione del Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia" finanziato dalla presidenza del Consiglio. Pordenone è in graduatoria ma i tempi dell'erogazione dei finanziamenti non sono ancora chiari. Da comunicazioni intercorse tra Comune e Stato è possibile che il progetto di Pordenone sia finanziato (in ballo ci sono 19 milioni) dopo l'estate.