Il ricorso presentato al Tar dall'associazione "Amici di Mercatovecchio" per bloccare la pedonalizzazione non soltanto sarebbe «palesemente inammissibile», ma anche frutto di un'errata comprensione del progetto e privo di fondamento. Nella memoria presentata al tribunale amministrativo, gli avvocati di Palazzo D'Aronco, Giangiacomo Martinuzzi, Claudia Micelli e Giuseppe Sbisà hanno cercato di "smontare" tutte le criticità in base alle quali il legale Luca De Pauli dello studio Ponti aveva inizialmente chiesto di sospendere l'intervento. Richiesta che poi è stata "congelata" dagli stessi ricorrenti che hanno ritenuto di dover integrare il ricorso alla luce della "difesa" comunale.Nel ricorso, che puntava all'annullamento di tre delibere di giunta e del parere delle Belle arti nonché di due verbali della Conferenza dei servizi e di una determina dirigenziale relativi al progetto di pedonalizzazione di via Mercatovecchio, De Pauli aveva denunciato lacune formali, presunte illegittimità, incongruenze e anche un «eccesso di potere per irragionevolezza e sproporzione».Ma prima ancora di entrare nel merito delle osservazioni, tutte peraltro respinte, l'avvocatura del Comune ritiene che le nove attività commerciali, «meno di un quarto dei negozi e dei servizi presenti nella storica via», non abbiano "titolo" a presentare un ricorso non avendo una «situazione giuridica attiva» causata da un «pregiudizio specifico». Non ci sarebbe insomma alcun interesse particolare da difendere. Non solo. «Oltre a rappresentare una porzione limitata dei titolari delle attività - si legge nella memoria - non hanno nemmeno ben compreso i contenuti del futuro progetto».«Per dimostrare l'inconsistenza dei timori manifestati dai ricorrenti circa possibili conseguenze negative in termini di riduzione del flusso dei clienti scaturenti dalla pedonalizzazione - continua la nota inviata dal Comune al Tar - non si può che rilevare come tale scelta (che comunque risulta imposta dalla Soprintendenza) possa in realtà solo portare vantaggi ai commercianti, in quanto aumenta la fruibilità e la vivibilità degli spazi pubblici La valorizzazione del centro cittadino, attraverso un progetto di riqualificazione e di pedonalizzazione, con la creazione di un'area ove i cittadini possano liberamente passeggiare, socializzare, godere delle bellezze architettoniche della città, fare shopping, senza il disagio delle auto in circolazione e in una situazione di sicurezza per le famiglie e i bambini, non può che aumentarne la competitività e l'attrattività anche commerciale rispetto alla grande distribuzione». A sostegno di questa tesi vengono citati gli esempi di Amburgo, Helsinki e Copenaghen, ma anche di Trieste («è sotto gli occhi di tutti come in particolare la pedonalizzazione di gran parte dell'area compresa tra il Canale di Ponterosso e Piazza Unità d'Italia abbia portato ad un notevole aumento del commercio di qualità»). Nella memoria si evidenzia poi che la scelta della pietra piasentina è stata dettata dalla Soprintendenza e che comunque si tratta di un materiale in linea con la tradizione architettonica del territorio contrariamente ai sanpietrini in porfido. Nessun dubbio nemmeno sul fatto che a firmare il progetto sia stato anche un architetto (Barbara Gentilini insieme all'ingegner Marco Disnan).L'avvocatura chiarisce anche che con la pedonalizzazione sarà consentito il transito dei mezzi di soccorso e che la bocciardatura imposta sempre dalle Belle arti farà in modo che la pietra non risulti essere «estremamente scivoloso» nemmeno in caso di piogge. Da qui la richiesta al Tar di giudicare «inammissibile, irricevibile o comunque infondato il ricorso» che al momento è stato comunque congelato dai ricorrenti.L'iter burocratico per l'avvio dell'opera invece, anche se a rilento, sta procedendo. «In attesa della nomina della commissione e del sorteggio per individuare le 13 ditte che parteciperanno alla gara - ha spiegato il sindaco Furio Honsell - stiamo lavorando con il Cafc per sincronizzare i lavori di pedonalizzazione con quelli di rifacimento della fognatura tenendo conto anche delle prescrizioni delle Belle arti che hanno autorizzato i lavori».