«Il verde cittadino tenuto in poca considerazione». Michele Boato, portavoce di Amicoalbero, ritorna sul problema del verde urbano. A marzo gli attivisti e i simpatizzati di Amicoalbero, avevano difeso le mimose vandalizzate per essere vendute in strada. «Quasi ogni giorno viene segnalata ad AmicoAlbero», spiega, «una situazione di sofferenza di qualche albero di Mestre o di Venezia, molto spesso si tratta di superficialità (o peggio) nell'eseguire potature del tutto spropositate, altre volte incuria nel non prestare attenzione al verde pubblico (vedi il "quadrato" in Parco Ponci che chiamare verde è un azzardo, o i diserbanti chimici sparsi a man bassa lungo le aiuole delle strade)». Prosegue: «Altre volte ancora a tagliare esemplari vincolati sanissimi fatti passare per "ammalati o quasi", sono i permessi dati a privati da una Sovrintendenza troppo disattenta o accondiscendente: è il caso del magnifico "bagolaro" della villa storica che sta in fondamenta Rizzi a due passi da Piazzale Roma, di cui il proprietario vuol sbarazzarsi con l'incredibile consenso della Sovrintendenza». Aggiunge: «Si tratta, però, anche dei lavori pubblici in cui la mano destra (l'Ufficio del Verde) non sa cosa fa la mano sinistra (l'impresa incaricata dal Comune): è successo lungo gran parte del percorso del tram, con decine di grandi alberi sacrificati inutilmente e sta accadendo oggi in viale Garibaldi a Mestre, per facilitare il passaggio dei bus articolati della linea 2». Domanda Boato: «Possibile che si debba circondare di cemento la delicatissima parte del tronco che emerge da terra (il "colletto")? C'è un responsabile del verde pubblico a Mestre?». (m.a.)