CINQUE secoli fa difendevano i nostri antenati dagli attacchi dei pirati. Ora che i pirati non ci sono più, nessuno difende loro, le antiche torri di avvistamento, abbandonate all'azione del tempo e dell'uomo. Da Vergine Maria a Isola delle femmine non se ne salva nessuna: trasformate in appartamenti privati, tra i tralicci dell'Enel abbattuti, segnate dalle bombolette spray di vandali notturni. «È un patrimonio monumentale che sta cadendo a pezzi», lamenta l'esperto di torri Pippo Lo Cascio mentre scavalca il guardrail in via Cristoforo Colombo. Siamo a metà strada tra punta Priolo e Vergine Maria. Lo Cascio, guida di una passeggiata per torri dimenticate, ha scelto di cominciare da quella del Rotolo, costruita nella prima metà del Quattrocento su una roccia a strapiombo sul mare, oggi coperta di piante di datteri e pale di fico d'india. Accanto alla torre c'è una casetta a due piani abbandonata. Tra le mattonelle colorate della cucina si apre uno squarcio con vista sul mare. Tutto abusivo. Lo studioso racconta divertito di quando, qualche anno fa, vennero qui i ragazzi di una scuola che avevano deciso di adottare il monumento: «Le professoresse guardarono preoccupate la parete di pietra e chiesero "Ma dobbiamo salire da qui?". "E da dove, se no?" ho risposto. E arrivammo all'ingresso nell'unico modo possibile: arrampicandoci». I torrari, raccontaLo Cascio, salivano con una scaletta che poi tiravano dentro. Oggi di scaletta non c'è traccia così non resta scendere giù per il pendio tra cardi e rovi, fare il giro attorno alla base e risalire tenendosi agli appigli della parete. «Un ultimo sforzo e... fatto». Finalmente dentro la torre: il pavimento è sconnesso, il tetto di pietra, bombato, ha un buco. Pochissimo rimane del solaio di legno dove i torrari passavano la notte. «Sarebbe necessario riparare lo squarcio che compromette la stabilità, rifare il pavimento e mettere una scaletta per i visitatori. Poi le radici fanno un danno enorme», spiegaLo Cascio mentre estirpa una piantina di ulivo. Pochi chilometri più avanti, a Vergine Maria, si incontra la torre Bordonaro inglobata nella tonnara. «A differenza di quella del Rotolo, di demanio pubblico, questa è nata come torre privata per difendere i tonnaroti spiega Lo Cascio Ha subito modifiche all'esterno: sono state aggiunte tre finestre, un balcone settecentesco e le feritoie quando, durante la seconda guerra mondiale, fu usata come fortino». Nel 19981afondazione"Palazzo Intelligente" ottenne la gestione dall'immobiliare "Aster" in cambio dei lavori di restauro, che avrebbe dovuto finanziare il Comune. «Ma il Comune non ha mantenuto i suoi impegnidice Guido Agnello, presidente della fondazione e nel 2001 siamo stati sfrattati». Eppure durante la conferenza Onu del 2000 la tonnara era stata dichiarata sede dei diritti umani e per l'occasione illuminata da fari blu. Di questi oggi restano solo i supporti arrugginiti: «Era bellissimo continua Agnello ma sono durati poco. La spiaggia illuminata dava fastidio ai trafficanti della zona. Però adesso stiamo collaborando a un altro progetto dell'assessorato regionale ai Beni Culturali, Technet, per il recupero della borgata di Vergine Maria, torre compresa». Dall'altra parte del golfo, circondata da bar e ristoranti, c'è la torre della Tonnara di Mondello, anche questa privata: «Tutti la chiamano saracena ma è un erroreprecisa Lo CascioI Saraceni sono stati nel Mediterraneo fino al dodicesimo secolo, ma la torre è del quindicesimo». Negli anni Cinquanta la tonnara, proprietà dei baroni Colonna Romano, chiuse e i locali a sinistra della torre furono affittati a privati. «Fecero un ristorante e dentro la torre un monolocale, stravolgendola struttura preesistente protesta il barone Vincenzo Colonna Romano, che da cinquant'anni vive a Roma Solo al momento dello sfratto, quattro anni fa, ho scoperto le modifiche che avevano realizzato senza chiedere autorizzazione». Presto però la struttura, che da anni è protetta da una mantovana, sarà restituita ai mondellani e a chi voglia saperne di più del faticoso mondo dei tonnaroti. Il progetto di recupero, presentato dall'architetto Angelo Agnelloper conto del Barone e approvato dalla soprintendenza, ne farà un museo della Tonnara cercando di ripristinare l'impianto originario. Nulla di nuovo, invece, per la torre del Fico, nel terreno dell'hotel La Torre: «Vent'anni fa racconta il direttore dell'albergo Mario Monforte si pensò di fare, in collaborazione col Goethe Institut, una sorta di "pensatoio" per artisti». Ma tra i paletti posti dalla Soprintendenza e l'impegno della compagnia su altri fronti (la società sta aprendo una nuova struttura in piazza Borsa) non se ne fece più niente. Intanto la torre è in balia di vandali notturni che ne hanno tappezzato la parete con scritte di tutti i colori: «Cercano di entrare forzando la porta. Ogni due mesi la dobbiamo fare riparare». Molto più nascosta e danneggiata, la torre "A" di Sferracavallo, dietro all'hotel Bellevue, su un terreno dell'azienda Foreste Demaniali. Oggi ci sono solo resti degli ambienti addossati allo sperone. Accanto al rudere, avvolto da una rete metallica, un'antenna della polizia. Intorno, un casolare della Forestale, pali e tralicci dell'Enel abbattuti. «E pensare che siamo in un'area archeologica commenta Pippo Lo Cascioqui è pieno di frammenti di età punica, scoperti negli anni Ottanta dall'archeologo Giusto Lisi. Ma nessuno se ne è mai interessato». Da qui, spiega, i torrari comunicavano con le altre torri: «Un sistema di segni binario che usava il fuoco la notte e il fumo di giorno: così se a Sferracavallo avvistavano i pirati, in pochissimo tempo Montepellegrino, e di qui tutta la Conca d'oro, era avvisata. Quei fumi li vedevano anche dalla torre a mare di Isola delle Femmine: usata come bersaglio di addestramento durante la seconda guerra mondiale, il monumento si è "abbassato" una decina d'anni fa, quando durante una tempesta è crollato il versante sud-occidentale. «La volontà di intervenire c'èafferma Vincenzo Di Dio, direttore della riserva gestita dalla Lipu ma il recupero di una torre in mezzo al mare è oneroso e abbiamo altre priorità da coprire. Ameno che qualcuno non ci finanzi, resta solo una bella intenzione».
SICILIA: in rovina le torri di avvistamento lungo la costa. Un patrimonios da salvare
Pippo Lo Cascio, esperto di torri, esplora cinque secoli fa difendevano i nostri antenati dagli attacchi dei pirati. Ora che i pirati non ci sono più, nessuno difende loro, le antiche torri di avvistamento, abbandonate all'azione del tempo e dell'uomo. Lo Cascio visita diverse torri, tra cui la torre del Rotolo, la tonnara di Vergine Maria e la torre della Tonnara di Mondello. Le torri sono state trasformate in appartamenti privati, segnate dalle bombolette spray di vandali notturni. Lo Cascio racconta di quando i ragazzi di una scuola adottarono la torre del Rotolo e di come i torrari salivano con una scaletta.
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