La sentenza del Tar sugli ormeggi di Mergellina scatena la polemica. In prima fila il presidente dell'Autorità portuale Pontili bocciati, Nerli contro tutti NE HA per tutti, Francesco Nerli. Il giorno dopo la clamorosa bocciatura dei pontili di Mergellina da parte del Tar, il presidente dell'Autorità portuale spara a zero nei confronti della Soprintendenza, accusata di «doppiezza». Va giù duro nei confronti dell'organo di giustizia amministrativa («Rispetto la magistratura, ma non s'è capita la motivazione dell'ordinanza»). Rincara la dose contro i «salotti che vogliono decidere al posto delle amministrazioni». Infine, la stoccata a sorpresa nei confronti di Palazzo San Giacomo: «II sindaco Rosa Russo Iervolino si lamenta della decisione del Tar, ma sarebbe utile capire come mai l'avvocatura si e schierata con la Soprintendenza». Tensione istituzionale, il giorno dopo l'ordinanza del Tar sulla storia infinita dei pontili. Un fatto è certo: i lavori sono fermi, la concessione stagionale (bocciata prima dalla Soprintendenza e poi confermata dal Tar) finisce a ottobre. Le carte si rimescolano. Anche perché Nerli ha deciso di non mollare: «Non indietreggeremo di un millimetro. Continueremo nell'opera di risanamento e cambiamento della città. Porteremo avanti la lotta contro l'illegalità». Ricorso al Consiglio di Stato, dunque, contro la decisione della settima sezione del Tar; ricorso a cui si affianca anche il Comune di Napoli, dopo «l'incidente» del-l'Avvocatura nel corso dell'udienza. Appello che conferma anche l'avvocato del consorzio "Ormeggiatori approdi nautici del Lungomare", Felice Laudadio. Nerli intanto non si astiene da«riflessioni doverose e necessarie», come lui le definisce. In verità sono vere e proprie bordate. Contro la Soprintendenza: «Due cose non tornano», racconta ai giornalisti. «Le concessioni per i pontili sono state discusse attorno a un tavolo a cui è stata invitata anche la Soprintendenza. Fin dal '99. Nel 2001 ha rilasciato la sua autorizzazione con parere positivo. Perché dopo sei anni di questo iter cambia idea, iniziando nel febbraio scorso il procedimento di tutela indiretta del muro borbonico? Mi chiedo è un atteggiamento corretto?», si sfoga Nerli. Così come è incomprensibile la retromarcia di Palazzo Reale, dopo l'accordo di programma nel 2000 sull'ex area Corradini: «Tutti d'accordo, sono state avviate le procedure. Dopo 4 anni scopriamo che la Soprintendenza in una conferenza di servizi dice che bisogna rivedere tutto: le opere commerciali e industriali non rendono visibili il fortino di Vigliena». «Doppiezza», accusa Nerli: «E' questo il livello di correttezza nei rapporti istituzionali?». Poi passa al Tar: «A maggio dice che il vincolo non incide sulla precedente autorizzazione, a luglio cambia idea. Dunque, smentisce se stesso. Ma cosa succede? E quali sono le sedi per discutere di sviluppo e contrasto alla illegalità?». Ma non è finita: «Guido Donatone di Italia Nostra dice che devo riflettere su come ho esercitato il potere a Napoli. Significa forse che a Napoli al posto delle amministrazioni devono decidere i salotti con vista sul mare? Questa città ha già sofferto abbastanza». Ma oltre al Tar, alla Soprintendenza e Italia Nostra, il presidente dell'Autorità portuale chiama in causa anche il Comune: «Certo si rimane amaramente sorpresi quando davanti al Tar l'Avvocatura del comune si schiera con la Soprintendenza andando nella direzione opposta di quella indicata dall'amministrazione. Se l'amministrazione da il via libera e l'Avvocatura si comporta in maniera diversa c'è da chiedersi cosa sta succedendo in questa città».
NAPOLI: Pontili, l'ira di Nerli sul Comune "Schierato contro la Sovrintendenza ".
Il presidente dell'Autorità portuale, Francesco Nerli, ha reagito duramente alla sentenza del Tar che ha bocciato la concessione stagionale per i pontili di Mergellina. Nerli ha accusato la Soprintendenza di doppiezza e ha affermato che la decisione del Tar è stata presa senza consultare le amministrazioni. Ha anche criticato il Comune di Napoli e l'Avvocatura per aver si schierato con la Soprintendenza. Nerli ha deciso di ricorrere al Consiglio di Stato e ha chiamato in causa anche Italia Nostra. Ha anche affermato che la decisione del Tar è stata presa senza considerare le opzioni di sviluppo e contrasto alla illegalità.
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