Mossa a sorpresa di Fintecna su Bagnoli: ieri, durante l'udienza al Consiglio di Stato, i legali della società hanno rinunciato alla esecuzione della sentenza del Tar che contestava le procedure di acquisizione dei suoli ex Italsider messe in atto dal Comune. Una retromarcia che di fatto sblocca il pacchetto di iniziative sull'area. Borgomeo: «Speriamo di risolvere la questione dei suoli entro l'anno. Il lavoro, comunque, non si è mai fermato». Ieri incontro con le dieci società che concorrono per il parco. Al Consiglio di Stato la società rinuncia alla sentenza favorevole del Tar Bagnoli, accordo vicino Fintecna fa retromarcia Borgomeo: "Prevale il buonsenso" CON una mossa a sorpresa, dopo un tira e molla durato mesi, Cimi Montubi e Fintecna hanno rinunciato ieri alla esecuzione della sentenza del Tar che contestava al Comune di Napoli le modalità di acquisizione dei suoli dell'area di Bagnoli su cui sorgeva l'Italsider. La rinuncia è stata formalizzata nel corso del -l'udienza in cui i giudici del Tribunale amministrativo dovevano decidere se concedere o meno la sospensiva richiesta da Palazzo San Giacomo. Come spiega una nota della Bagnoli futura in cui si esprime soddisfazione per la svolta, «nel corso del dibattimento i legali delle due società hanno affermato, verbalizzando le dichiarazioni, che non intendono chiedere l'esecuzione della sentenza. Per quanto riguarda i suoli, pertanto, si torna nella situazione precedente, in quanto l'espressa rinuncia all'esecuzione equivale alla sospensiva, sortendone gli stessi effetti». CimiMontubi e Fintecna, già proprietari dei suoli dell'ex Italsider, avevano fatto ricorso al Tribunale amministrativo nel maggio scorso contestando la cifra di 40 milioni di euro che costituivano il pagamento per i 190 ettari passati al Comune nel 2001 e poi girati alla Bagnoli futura. La cifra era stata fissata dall'Ufficio tecnico erariale, ma Fintecna (controllata al cento percento dal Tesoro) la riteneva inadeguata, rifacendosi invece ai 110 milioni indicati nei bilanci Iri. Tutti i tentativi di transazione (il Comune era disposto ad arrivare a60 milioni) essendo andati a vuoto, Fintecna si era rivolta al Tar che, senza entrare nel merito delle cifre, aveva però contestato le procedure di acquisizione dei suoli. Per quanto salomonica, la sentenza aveva avuto l'effetto di una doccia fredda, tanto più essendo arrivata nella settimana in cui il consiglio comunale aveva finalmente approvato il piano esecutivo per l'area con alberghi, case, centri di ricerca, parco e porticciolo. Il commento dell'amministratore delegato della Bagnoli-futura, Carlo Borgomeo, è ora lapidario: «Una volta tanto vince il buonsenso». Perché abbia vinto, però, nessuno lo dice. È probabile che, dietro le quinte, si sia di fatto concretizzata una ipotesi di transazione «onorevole», alla quale le due società sarebbero state spinte anche dal prudente orientamento dei giudici. «Una buona notizia, in ogni caso - spiega Borgomeo -Anche se l'acquisizione dei suoli era un dettaglio di un mosaico molto complesso, si trattava pur sempre di una grana in più da risolvere. Ora speriamo che l'intera questione si risolva entro la fine dell'anno». La settimana prossima il Consiglio distato fisserà l'udienza per il merito, quindi si tratterà il problema nella sua interezza, a meno che nel frattempo non si sia arrivati davvero a una transazione che spazzerebbe via non solo il ricorso ma tutte le cause. «C'è da dire comunque - conclude Borgo meo-che il lavoro per Bagnoli non si è mai fermato. Oggi stesso si è tenuto un incontro con le dieci società selezionate per il concorso internazionale di progettazione per il parco urbano. In mattinata hanno effettuato i sopralluoghi, nel pomeriggio è cominciatala discussione»