ROMA città aperta, il vice sindaco Luca Bergamo ribadisce che per le piazze storiche, quelle dove ogni giorno si accalcano migliaia di turisti, non saranno a numero chiuso. Lo dice in qualità di numero due del Campidoglio e di assessore ai Beni culturali nel momento in cui altre città d'arte come Venezia dicono di voler contingentare i flussi dei vacanzieri per salvaguardare un patrimonio tanto prezioso quanto delicato come piazza San Marco. A far cambiare idea a Bergamo che è contrario anche a far pagare il biglietto al Pantheon come vorrebbe il ministro Dario Franceschini, non sono serviti neanche gli ultimi tuffi maldestri e desnudi di due ragazzotti che hanno dato spettacolo, prima uno e poi l'altro, gettandosi dentro la fontana di Trevi tra le risate e lo stupore dei turisti che hanno ripreso la scena coi telefonini. Facendo fare il giro del mondo alla bravata dei due. Un'orda di turisti. Come accade ogni giorno per la fontana della Dolce vita e per altri gioielli della capitale, che siano fontane, scalinate o monumenti. Come difendere i salotti buoni della città, dunque? La ricetta a cinquestelle del Campidoglio non prevede né biglietti, né tornelli e tanto meno i conta persone. Altri sono gli ingredienti per portare a roma un turismo più educato e più ordinato: «Non si stanno prendendo in considerazione misure per contingentare i flussi turistici», spiega l'assessore. Si pensa piuttosto a un approccio culturale: un progetto di sensibilizzazione per romani e turisti che faccia conoscere le bellezze storiche e culturali della Città Eterna diffuse in tutto il territorio. Insomma, itinerari alternativi che non includano solo le solite piazza Navona, piazza San Pietro e piazza di Spagna. Impresa ambiziosa che necessita però di tempo e tanta programmazione.