Setacciano, o come dicono loro "spazzolano" le spiagge, i campi e i luoghi di battaglia della seconda guerra mondiale dell'Isola con il metal detector e delle cuffie, alla ricerca di monete, oggetti da collezione, cimeli militari. Contrariamente a quanto si pensi, i "detectoristi" non sono dei tombaroli di antichi tesori o degli stravaganti che cercano qualche spicciolo in fondo al terreno, ma un movimento che, in Sicilia, tra due gruppi Facebook con circa 1500 iscritti e i 350 tesserati al Metal Detector Club Italia, conta almeno un migliaio di seguaci. Ma chi è il "detectorista"? «Ho cominciato osservando dei detectoristi nelle spiagge di Mondello e Magaggiari, il profilo medio è una persona di qualsiasi età ed estrazione sociale che si ritrova la domenica in spiaggia per spazzolare le spiagge più famose della Sicilia, i campi, le montagne e per unire la passione per la ricerca a quelle per il trekking all'aria aperta», dice Francesco Manzella, trentacinquenne di Cinisi e presidente di Metal Detector Club Italia. L'associazione, con sede a Cinisi, è nata nell'agosto del 2015 per federare un movimento un hobby sempre più diffuso a livello internazionale, grazie al quale anche in Sicilia sono stati ritrovati oggetti dell'antichità, rarità e persino meteoriti e altri oggetti ferrosi. Oppure cimeli della militari come elmetti, piastrine e persino armi. Salvo Fagone, informatico di 38 anni di Palagonia, appassionato di ricerche di materiale militare del periodo tra il 1940 e il 1943, nei dintorni di Mineo nel catanese, ha ritrovato alcuni resti di un aereo militare americano precipitato nel 1943. «Sono stato contattato dalla famiglia di un pilota americano che si chiamava Allan Knepper, scomparso nei dintorni di Palagonia il 10 luglio 1943 e dopo alcune ricerche siamo riusciti a trovare i resti del suo aereo e collaborare con l'ambasciata italiana a Washington e la DPAA, un'agenzia del dipartimento della Difesa degli Stati Uniti che si occupa di ritrovare i prigionieri o i caduti americani dei vecchi conflitti », dice Fagone, che insieme ad altri detectors ha ritrovato delle piastrine militari americane, le famose "dog tag". «Un metal detector base costa tra i 200 e i 300 euro, ma per uno professionale si può arrivare sino a 4000 euro aggiunge Manzella I luoghi del metal detecting siciliano non sono sole spiagge che frequentiamo all'alba o al tramonto, ma anche zone come le campagne di Carini, dove sono stati ritrovati cimeli garibaldini o i bunker della guerra nella zona di Monte Palmeto, vicino Terrasini». In altri casi invece i detectoristi siciliani hanno collaborato con Legambiente e le proloco di Cinisi e Partinico per bonificare alcune aree. O per la segnalazione di bombe risalenti alla guerra. «È già successo di segnalare bombe o armi, per questo motivo ognuno di noi ha l'abitudine di non scavare mai dal centro del target ma farlo con cura attorno all'obiettivo», precisa Manzella. Altri, come Giovanni Marletta, autista ragusano di 48 anni, con i loro ritrovamenti hanno collaborato con i beni culturali. «Ho comprato un metal detector una decina di anni fa perché sono un appassionato di numismatica e ho iniziato a cercare reperti nelle spiagge dice Marletta Un hobby che ci ha permesso di ritrovare monete greche di 2400 anni fa, che vanno sempre denunciate alle autorità competenti secondo la legge non ci piace essere chiamati tombaroli, il nostro è un movimento responsabile». Per questo motivo il Metal Detector Club Italia, che fa parte del Consiglio Europeo per il metal detecting, è nato anche con lo scopo di uniformare la legge italiana a quella europea e regolare anche in Italia l'uso del metal detector. «Vogliamo spezzare il binomio che vuole che un detectorista sia anche un tombarolo dice Manzella Secondo la legge chi non segnala alle autorità il ritrovamento di reperti archeologici o chi pratica la nostra attività in una zona archeologica rischia una denuncia e una condanna dai sei mesi ai tre anni di reclusione e sanzioni che arrivano sino a 10mila euro. Però conclude Manzella non esiste una normativa che definisca le regole di questa attività, un patentino per i metal detector e una guida all'uso responsabile, tutti obiettivi per cui stiamo lavorando con le istituzioni».