Sei schiacciato tra due canottiere e tre valigione che traballano sugli scalini di marmo del ponte. Ti spinge da dietro un energumeno tatuato, ti si aggrappa al polso una minuscola anziana col cappellino di paglia di traverso. Ti gocciola addosso il sudore di due ragazze senza gonna, senza camicia, direttamente in bikini modello chissenefrega. Urla di padri che richiamano figli, nonne, zie, affogate nel mare delle teste. Strilli di bambini che travalicano ciabatte e zatteroni facendosi strada nella foresta di gambe. E' Venezia, Bellezza. L'anno scorso, a Pasqua, 300.000 turisti d'assalto in due giorni. La morte civile. Adesso il Sindaco e la Giunta metteranno il contapersone sui ponti d'accesso: bella idea. Ma delle file conseguenti, cosa ne faranno? Io credo che la domanda sia un'altra. A chi servono i turisti d'assalto? Chi ci guadagna, chi traffica con la legittima aspirazione di chiunque di godere del miracolo incantevole di una città magnifica di palazzi sospesi sull'acqua? Perchè i turisti d'assalto non godono di Venezia, nè di Pompei, di Capri o di Firenze, o del Colosseo. Non hanno accesso alla bellezza. Nè sperimentano l'emozione. Solo spinte, sudore,urla e, sopra la calca, una scheggia di Campanile di San Marco e la benedetta cacca di un piccione smarrito. E' democrazia culturale ? O è sfruttamento di inconsapevoli,ingenui disgraziati? Se, alle porte di Venezia, ci fosse una DisneyVeniceland, con attrazioni a ci si accede in file ordinate , di qua Rialto di là la Ca' d'Oro, cosa cambierebbe? Una Fake City, perchè no? Di certo, i turisti d'assalto, poveretti, la Venezia vera non la vedono di certo. E forse per questo, capita che ci facciano sopra la pipì.