Chi sale la rampa del Romito ora vede un grande spazio ancora dominato dal cantiere : ma le colonne bianche non ci sono più DOV'È finito il parcheggio della Fortezza, il manufatto su cui la città si è spaccata per un anno, chilo definiva uno scempio, chi diceva aspettate e vedrete? E' scomparso: nel senso che non si vede più, visto che tutta l'area è stata ricoperta di terra (poi verrà anche l'erba), le colonne del parcheggio non sono più visibili, tutta l'area anche se ancora dominata dal cantiere, comincia a mostrare una parvenza di quello che sarà tra breve. Così il cittadino curioso, se avrà voglia o necessità di percorrere la ram-pa del Romito venendo dall'ex ovonda, arrivato a metà percorso, vedrà sul-la sua sinistra un campo di terra marrone che chiude per sempre alla vista le colonne della polemica e introduce alle mura del Sangallo restituite alla loro altezza originale. Perché,come detto a suo tempo e poco considerato, il vallo di trenta metri che separa la fine del piano di campagna dalle mura rende possibile la mostra della realizzazione originaria della Fortezza. Come apparirà quando l'erba coprirà la terra? Sarà ancora virulento tema di divisione il rialzo del giardino, rispetto al precedente piano di campagna? Il verde del nuovo spazio farà rimpiangere il piazzale in cemento dove erano parcheggiati autobus e latrine? Domanda maligna, a cui non resta che rispondere così: aspettiamo ancora un po' e poi potremo verificare. Il parcheggio sotterraneo, ormai nascosto, è uno dei sette progetti del «project financing» aggiudicato a Firenze Mobilità, il raggruppamento d'imprese capitanato da Baldassini Tognozzi e comprendente, oltre ai soci costruttori, anche Coop Unica, Scaf e Confesercenti, come soci gestori. Il caso scoppiò nella primavera del 2004, prima della campagna elettorale amministrativa. Il Coordinamento dei comitati cittadini insorse parlando di scempio. La sovrintendenza, che con Domenico Valentino pure aveva detto sì al progetto, bloccò i lavori a primavera. Si ripartì con qualche modifica, dopo aver arretrato il parcheggio rispetto alle mura e dopo aver tolto la galleria commerciale. Ma l'opposizione continuò a montare, quella dei Comitati e, non senza qualche imbarazzo visto che l'ex sovrintendente Valentino era diventato nel frattempo candidato sindaco della Casa delle libertà, anche quella del centrodestra. Il sindaco Leonardo Domenici spiazzò tutti durante il Natale 2004: «Sospendo tutto». Fu il secondo blocco, quello decisivo. Il sindaco ipotizzò il ricorso al giudizio di alcuni «saggi», tra cui la presidente del Comitato tecnico del ministero dei Beni culturali. Poi approfittò dello stesso Comitato, chiamato ad esprimersi dal sovrintendente regionale Antonio Paolucci. Il comitato fece un sopralluogo a Firenze. E dal suo giudizio nacquero le modifiche definitive: l'abbattimento della parte più vicina alle mura e il piano inclinato sul lato Ferrovia. Per rimborsare le imprese delle modifiche apportate dopo la costruzione Palazzo Vecchio ha stanziato circa 7 milioni per il primo blocco ordinato dalla sovrintendenza. Il rimborso del secondo è ancora da definire.