Pisa, sotto la Torre un bollettino di guerra quotidiano PREVENZIONE «Già sulle navi i croceristi vengono messi in guardia sull'assalto dei gruppi rom» LA SIMILITUDINE più efficace è quella di una guida turistica che accompagna i croceristi sotto la Torre pendente: «ll tragitto che dal parcheggio dei bus porta a piazza dei Miracoli è una trappola per topi, dove il rischio di essere derubati dai borseggiatori è altissimo. Per questo già a bordo delle navi informiamo i clienti e mettiamo in guardia dai gruppi di rom che in quell'imbuto di poche centinaia di metri sono pronti ad assalirli». E' in quel fazzoletto d'asfalto che bande di nomadi, più o meno organizzate, attendono le loro «prede»: spuntano appena vedono arrivare i gruppi, uscendo dai loro nascondigli dietro le auto in sosta e in un attimo sono addosso ai turisti, distraendoli e derubandoli in un vero e proprio assalto alla diligenza. «E' UNA STORIA che si ripete da anni dice Silvia Piccini, presidente di Confguide, le guide turistiche associate a Confcommercio e noi professionisti siamo stufi. Non ne possiamo più delle parole di circostanza e dei tavoli tecnici sulla sicurezza. Manca la certezza della pena e una legislazione più efficace perché questi borseggiatori, per lo più donne minorenni, non si spaventano neppure di fronte al pericolo di una denuncia e di un arresto e se vengono presi il giorno seguente sono di nuovo al loro posto di combattimento'». Se fai un giro in piazza lungo quell'itinerario vedi come funziona e se sei un cronista, come ha fatto La Nazione, le rom ti individuano in fretta e se la cavano con qualche insulto e qualche sberleffo. Sanno che è una marea inarrestabile quella dei turisti, basta tornare un po' più tardi per fare il pieno di portafogli. Stime prudenziali delle forze dell'ordine parlano di almeno 15-20 borseggi al giorno, con portafogli gonfi di euro, tablet e macchine fotografiche che prendono il volo. La tecnica è collaudata: in via Da Vinci, la stradina che immette nella zona della Torre pendente, si avvicinano al turista in tre o quattro tentando di distrarlo, mentre una di loro mette le mani nella borsa; in piazza dei Miracoli, sotto la cupola in piazza Duomo a Firenze un esercito di venditori illegali tiene in ostaggio turisti e fiorentini. Vendono di tutto: stampe, cover per cellulari, foulard, borse e pupazzi. agiscono le nomadi più giovani, a gruppi di due. Puntano la «preda», la avvicinano da dietro con una cartina appoggiata su un braccio per coprire la mano lesta che fruga nelle borse. Vigili urbani, polizia e carabinieri fanno la spola per accompagnarle, ogni volta che le intercettano, oltre i confini della zona monumentale ma, dicono gli agenti, «è una guerra persa in partenza perché loro ritornano e per ogni gruppo che individuiamo ce ne è un altro che ruba». BORSEGGIATORI e borseggiatrici infatti si mimetizzano tra i turisti, vestono come loro e non danno nell'occhio: per notarli bisogna frequentare quei luoghi e farci l'abitudine. Ma il servizio d'ordine in piazza, programmato soprattutto per scongiurare il rischio di attacchi terroristici, non può nulla di fronte a quello che accade solo pochi metri più in là: «Abbiamo l'ordine di vigilare la piazza e di non uscire ammettono anche i paracadutisti della Folgore che vegliano sulla sicurezza della Torre pendente , ma sappiamo tutti che gran parte di scippi e borseggi si consumano prima di arrivare qui». «Sarebbe sufficiente dice un residente della zona qualche ronda di poliziotti in borghese da queste parti per ottenere subito risultati».