Imprenditori ed enti pubblici si sono confrontati sulle potenzialità ricettive del territorio e del Benaco. Lucchini (Federalberghi): «Vanno unite le forze come ha fatto il lago». Se i 4,4 milioni di arrivi nella provincia di Verona hanno un impatto economico di quasi 1,5 miliardi di euro sul territorio (dati Ciset) non è comunque il caso di sedersi sugli allori. Questo il senso del convegno «Le potenzialità turistiche di Verona e del lago di Garda tra storia, paesaggi ed enogastronomia» a Villa Buri. Dopo i saluti del sindaco di Grezzana Arturo Alberti e di Matteo Scolari, presidente di Verona Network, hanno preso la parola Marco Ambrosini, assessore delle Attività economiche del Comune di Verona e Paolo Artelio, presidente della Sezione Turismo di Confcommercio Verona. «I Dmo (Destination Management Organization, previsti legge regionale 112013 (consultabile al link https:goo.Pb5N8v sul Bollettino ufficiale della Regione del veneto) dovrebbero occuparsi della promozione del turismo veronese e fornire informazioni ai visitatori con fondi provenienti dal pubblico e dal privato. Ma non decollano», ha dichiarato Ambrosini, «mancano parametri che indichino in che misura pubblico e privato devono contribuire». Artelio ha aggiunto: «Raggiunge più presenze il Veneto del Portogallo», ma il successo è dovuto anche alla recente instabilità di certe tradizionali mete turistiche, per esempio l'Africa. Enrico Ghinato, amministratore delegato del parco termale Aquardens a Pescantina, ha dunque suggerito: «Sono gli attrattoci turistici a far venire la clientela, gli albergatori sono decisivi perché questa ritorni. È necessario lavorare sui primi e con un'ottica più imprenditoriale e strategica». Marco Lucchini, presidente Federalberghi Garda Veneto, ha invece spiegato: «Noi gardesani ci siamo uniti per proporre un'offerta integrata. In pochi chilometri ci sono mille esperienze diverse». Una tradizione, quella di saper accogliere e orientare il viaggiatore, che le macchine non possono imparare perché «nel turismo il personale in carne e ossa è insostituibile». Perciò, ha sottolineato Luca Castagnetti di Studio impresa, «al cliente, sempre più veloce e libero nelle scelte, non si può vendere semplicemente un prodotto, bisogna vendere un'esperienza». A questa componente emotiva ha fatto riferimento Claudio Daldosso (presidente Unpli Verona): «Le Pro Loco, un collante tra pubblico e privato, sono importanti per raccontare al visitatore la storia del nostri luoghi». Interessante il parere di Fabio Lotti, cofondatore del Progetto Yeah, a proposito di un'accoglienza adeguata per disabili «Si tratta di una buona fetta del mercato, per intercettarla è necessario formare adeguatamente il personale e costruire un sito internet. Senza dimenticare che simili investimenti migliorano la reputazione dell'azienda».