Quando nel 2009 decidemmo col governo Berlusconi di affidare alla Tod's spa di Diego Della Valle la grande sponsorizzazione dei lavori di restauro integrale del Colosseo fummo accusati di voler svendere il grande monumento ad un privato ed esplose un putiferio politico giudiziario. Oggi quel restauro è un modello. Ma sempre oggi una riforma sbagliata calata dall'alto dal ministro Franceschini e attuata per via burocratica senza passare per il Parlamento con un regolamento, ha strappato a tutte le soprintendenze statali i tesori migliori (il Colosseo chiude la lista) e alla guida delle eccellenze di serie A ha nominato manager amici. Tutto il resto è finito nei poli regionali considerati di serie B, senza soldi e abbandonati nel più assoluto degrado. Tornando al Colosseo, se prima la soprintendenza archeologica si teneva praticamente l'intero incasso e con quei soldi aiutava anche il parco dell'Appia antica, il sito di Ostia Antica e altri tesori dell'agro romano oggi queste aree sono guidate da direttori di rango inferiore rispetto a quello previsto per il nuovo direttore manager del Colosseo e non riceveranno più i fondi del passato.