Opposizioni (Forza Italia e 5 Stelle) e maggioranza (un consigliere Pd), di nuovo alla carica sul trasloco -- in un futuro vicino -- dei reperti della città Etrusca di Gonfienti nel museo di Rocca Strozzi a Campi Bisenzio. Con una interrogazione e un'interpellanza (grazie alla quale sull'argomento si è aperto il dibattito) è stato chiesto alla giunta come si sia arrivati a dover dire addio, almeno dal punto di vista delle testimonianze artistiche, a un pezzo di storia cittadina. In particolare Rita Pieri, firmataria dell'interpellanza, ha chiesto se la giunta farà in modo di riportare a Prato almeno una parte dei reperti etruschi «superando questa inerzia». Mentre Marco Sapia, firmatario di una precedente interrogazione a risposta scritta, ha chiesto che sull'argomento venga aperto un dibattito pubblico «che coinvolga tutta la città con l'organizzazione di un grande convegno per capire, una volta per tutte, se e quanta importanza abbia questa memoria storica». Netta la risposta dell'assessore alla cultura Simone Mangani che oltre a ribadire di aver offerto alla Soprintendenza, di nuovo, una parte degli spazi di Palazzo Valentini (di fianco al Pretorio) come "casa" di alcuni pezzi ritrovati negli scavi di Gonfienti, ha pero sottolineato come «questa disponibilità non debba essere confusa con la musealizzazione dei reperti che invece verrà fatta a Campi Bisenzio». «Più di ogni altra cosa mi preme l'onesta intellettuale -- ha detto Mangani -- e proprio nel rispetto di questa, è un fatto che in tutti gli atti di programmazione che si sono susseguiti a partire dal 2003, sottoscritti dai Comuni di Prato e di Campi, dalla Regione, dalla Provincia, dal ministero e dalla Soprintendenza, mai si parla di musealizzazione dei reperti etruschi a Prato. Ed è un fatto altrettanto pacifico -- ha proseguito -- che negli allegati del protocollo d'intesa sottoscritto anche dal Comune di Prato nel 2010, si indichi invece come sede museale dei reperti Rocca Strozzi a Campi». È del 2012, infine, il finanziamento al museo di Campi da parte della società Arcus del ministero dei Beni culturali. Discorso diverso per il parco archeologico che invece nascerà a Gonfienti. «Si può interpretare come si vuole -- ha aggiunto l'assessore -- ma dopo anni di discussione è del 2016 il primo atto ufficiale utile alla realizzazione del Parco: l'acquisto da parte della Regione dell'area degli scavi e del mulino (verranno poi girati al ministero ndr), con un investimento di tre milioni, in tre anni, a partire appunto dal 2016». (c. o.)