«NON ho sbagliato, ho segnalato io agli uffici regionali i nomi dei colleghi individuati nei filmati televisivi. Dimettermi? Non vedo perché dovrei, ritengo di aver agito correttamente. Mi sono autosospeso come forma di rispetto nei confronti della Regione e dei miei colleghi. Tutto qui». Per due ore e mezza Alessandro Zucchini si difende con le unghie e coi denti. Vogliono la sua testa, e non solo i consiglieri dell'opposizione. Lo sa, ma non cede. Il direttore dell'Istituto dei beni culturali, nella bufera per presunti casi di assenteismo, risponde al fuoco di fila in commissione. All'audizione ieri hanno partecipato anche il presidente dimissionario Angelo Varni e l'assessore Massimo Mezzetti che non ha escluso l'utilizzo di sistemi come tornelli e telecamere all'ingresso dell'Ibc. Ma è Zucchini a relazionare sul caso dei "furbetti del cartellino" che ha portato a un'inchiesta della Procura, all'apertura di sette procedimenti disciplinari per altrettanti dipendenti Ibc, identificati mentre escono per andar al bar e in giro per Bologna, e alla sospensione di un responsabile. «A seguito dell'autodenuncia di un collega, ho fatto la prima sospensione cautelativa. Questo è l'unico atto che ho assunto nelle prime 48 ore», replica Zucchini che fornisce dettagli su costi degli affitti e contratti: 111 dipendenti, di cui 19 funzionari, 300mila euro annui per l'affitto del palazzo in via Galliera e 90mila per la sede in via Marsala. Sulla riforma dell'Ibc, già annunciata dal governatore Stefano Bonaccini, il direttore precisa: «Doveroso un ripensamento, ma non perché qualcuno non ha timbrato un cartellino». Zucchini anticipa la sua riforma organizzativa che porterà a un dirigente unico per i servizi musei, archivi e biblioteche. Il concorso si è concluso il 17 marzo, vinto da Claudio Leombroni, 57 anni, laureato in Filosofia, attualmente funzionario culturale alla Provincia di Ravenna. A breve arriverà all'Ibc. «Una restrizione delle figure dirigenziali è già stata fatta, una riforma che ho proposto più di un anno fa e che si attua ora e che non c'entra nulla con quanto è accaduto », spiega Zucchini. Rispetto all'assenteismo il direttore nega che sia un fenomeno diffuso: «Casi che non erano conosciuti, comunque non una prassi. Il dipendente che viene filmato col cane? Lo avevo autorizzato a portarlo in ufficio, si trattava di pet therapy. Il problema non è il cane, ma il resto». La Regione vuole accelerare i tempi. «Siamo preoccupati dice Stefano Caliandro, capogruppo Pd questa vicenda ha creato un grande imbarazzo politico e un danno d'immagine per la Regione». Lega e Forza Italia sono tornate all'attacco in commissione: «L'istituto va riformato e assorbito dall'assessorato alla Cultura», insiste Galeazzo Bignami. «Ente inutile, non c'è vera volontà di riformarlo », incalza la grillina Giulia Gibertoni. Ora l'assemblea legislativa dovrà nominare un nuovo presidente e il nome che gira da tempo è quello di Roberto Balzani, responsabile dei musei dell'Ateneo. «Del mio incarico parlerò con il nuovo residente», conclude Zucchini.