SE nel 2007 la Fondazione Mps aveva destinato più di 68 milioni di euro a progetti di sviluppo locale ed edilizia popolare, il finanziamento per questo capitolo di spesa si è ridotto a 300mila euro nel 2015. Ma ad altri campi è andata peggio: azzerati i finanziamenti a educazione, istruzione e formazione, salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa, resistono a malapena arte, attività e beni culturali con poco più di 1,5 milioni e ricerca scientifica e tecnologica con 1 milione. Il fatto è che la Fondazione ha perso gran parte del suo enorme patrimonio e, nel periodo, gli utili erogati sono crollati da 173 a 3 milioni. Una debacle. Tutta colpa della partecipazione in Banca Mps, che la Fondazione si è ostinata a mantenere fino ad un ormai tardivo tentativo di diversificazione iniziato ai tempi della presidenza Mansi e proseguito con Clarich.