QUANDO un anno fa, era il marzo 2016, la grande statua di "Dedalo" di Igor Mitoraj venne calata sulla terrazza del tempio di Venere, negli Scavi di Pompei, nessuno immaginava che con ogni probabilità uno dei capolavori dell'artista franco-polacco avrebbe così trovato casa. Stamattina il ministro dei beni e delle attività culturali, Dario Franceschini, al Collegio romano annuncia ufficialmente che un'opera di Mitoraj resterà per sempre a Pompei, mentre la mostra di 30 sculture, inaugurata nel maggio scorso, chiuderà tra dieci giorni. Con il ministro, Massimo Osanna, direttore generale della Soprintendenza Pompei, Jean Paul Sabatier dell'Atelier Mitoraj, Luca Pizzi, direttore artistico dell'atelier Mitoraj, e Stefano Contini della Galleria Contini. Le grandi statue in bronzo saranno lentamente portare via dagli Scavi a partire dal 2 maggio, dall'imponente "Ikaro Blu" che, sdraiato, riempie il Foro della città romana, al "Tindaro", fino alle "Gambe alate" del Quadriportico dei teatri. Era stato lo stesso ministro, all'apertura della mostra il 14 maggio scorso, a spiegare a Repubblica: «Una scultura a Pompei? Non lo posso dire io, sarebbe irriguardoso verso gli eredi, è una decisione che spetta a loro». Più esplicito si dimostrò il presidente della Fondazione Terzo Pilastro, Emmanule Emanuele, che con 300mila euro ha finanziato la mostra: «Mi rivolgo all'Atelier Mitoraj perchè al termine lasci in dono agli Scavi una delle opere del grande artista ». Le figure imponenti dell'artista franco-polacco impressionarono anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che inaugurò l'esposizione: «Il mio apprezzamento è molto alto, ho potuto appena apprezzare attraverso le opere di Mitoraj la straordinaria combinazione tra antichità e modernità. La collocazione delle opere di questo grande artista - spiegò il capo dello Stato - sembra a tutti, e lo è sembrato anche a me attraversando il sito archeologico, assolutamente naturale, valorizza gli Scavi». In questi dodici mesi decine di migliaia di turisti da tutto il mondo si sono fatti fotografare davanti alle maestose sculture in bronzo che sembrano concepite proprio per Pompei. Tanto che spesso le guide turistiche sono state costrette a precisare che quelle opere non furono sopravvissute alla furia dell'eruzione del Vesuvio del 79 dopo Cristo, ma era state modellate in una bottega in Toscana, a Pietrasanta. La mostra pompeiana rappresenta l'ultimo sogno di Igor Mitoraj, scomparso a Parigi nell'ottobre del 2014. «Mi piacerebbe che restasse qui a Pompei - confidò un anno fa Massimo Osanna - la statua di Dedalo che si staglia con imponenza nel tempio di Venere». Il suo desiderio viene oggi appagato, e così l'area archeologica vesuviana, così come accadde per Agrigento nel 2011 (dove è rimasta la statua di "Icaro caduto" dopo la mostra nella Valle dei Templi), avrà da oggi il suo Mitoraj.