PIETRO MARANI, lei insegna Storia dell'arte moderna al Politecnico e alla Scuola di specializzazione della Cattolica, è il presidente della Raccolta Vinciana del Castello Sforzesco ed è stato direttore della Soprintendenza di Milano nonché condirettore del restauro del Cenacolo dal 1986 al 1999. Come esperto di Leonardo, pensa che il numero chiuso al Cenacolo sia necessario, o è possibile aumentare i visitatori? «Più gente vede il Cenacolo e meglio è, ma con tutte le cautele possibili e garantendo standard di conservazione e di sicurezza adeguati alla delicatezza dell'opera. Quando ero in Sovrintendenza si è discusso per anni e, dopo analisi, studi e sperimentazioni di ogni tipo, siamo arrivati a concludere che con gli ingressi contingentati c'erano meno rischi per la pittura murale». Quanto è delicata? «Delicatissima: un tempera che se viene esposta alle parti inquinanti dell'aria e all'umidità reagisce, respira, si allarga, si restringe. Per questo bisogna tenere sotto controllo i materiali». Quali sono le garanzie necessarie? «Il filtraggio dell'aria è fondamentale, così come il controllo dell'umidità e della temperatura, che non deve subire sbalzi, rimanendo costantemente sui 20-22 gradi. È il problema che dal Dopoguerra a oggi si è tentato di risolvere: impedire l'allargamento dei pori che, poi, con l'arrivo dell'aria secca subirebbero un restringimento subitaneo inglobando particelle di inquinamento». Qual è il limite massimo di persone che l'opera può sopportare? «Oggi è fissato a 30 persone ogni quarto d'ora. Ai miei tempi l'impianto era regolato su questi numeri». E se cambiasse i visitatori aumentassero? «Dovrebbero essere rivisti gli impianti. Qualcosa di analogo è accaduto per la Cappella Sistina, dove hanno introdotto un sistema potentissimo di filtraggio dell'aria. Il restauro fatto e finito nel 1999 regge benissimo: si tratta di mantenerlo nelle condizioni climatiche e ambientali migliori possibili». E il nuovo "restauro dell'aria" presentato soddisfa queste necessità? «Non è la prima volta che viene fatto. Anzi, il restauro ambientale fu la premessa a quello della pittura murale. Se il ministro ha dato queste assicurazioni, speriamo che gli istituti preposti abbiano regolato il nuovo impianto sulla base del numero atteso di visitatori».