TRASPORTI, servizi e sicurezza. Se funzionassero, Napoli sarebbe un vero paradiso. La pensano così i turisti arrivati in città per il ponte pasquale. «Napoli is wonderful but is complicated city» («Napoli è meravigliosa ma è complicata ») sorride Charline, signora inglese di mezza età, zaino in spalle e scarpe da trekking, a spasso con il marito nel centro antico. Aspetta da due ore in fila che riapra Santa Chiara. «È la seconda volta che vengo qui in 2 giorni interviene Adriana Solero, di Como, in vacanza a Napoli con un gruppo di amiche e il paradosso è che non siamo arrivati in tempo per colpa dei ritardi della metropolitana. Difficile far coincidere tutto, in una città come questa». Alle tre del pomeriggio, a Spaccanapoli, bar, pizzerie e ristoranti sono pieni di turisti. In attesa che le chiese più belle riaprino. Dalle 13 alle 16 (in qualche caso anche alle 17) portoni chiusi a San Domenico, Santa Chiara, la chiesa del Gesù e la maggioranza delle basiliche più belle, le più richieste. Nessuna eccezione nemmeno ieri, nel giorno del giovedì Santo. «È il primo motivo di lamentela spiegano all'ufficio turistico di piazza del Gesù le chiese restano chiuse per un intervallo troppo lungo e i visitatori restano in balia di un centro storico che non offre molto da fare che bere e mangiare. Bighellonano per ore, nell'attesa che gli edifici riaprano». Non è un problema di enti locali né di Soprintendenze. Le chiese le gestisce la Curia, aperture e chiusure sono in relazione ai (pochi) parroci che ci lavorano. Non ci sono servizi aggiuntivi, tranne in qualche caso, come a San Giorgio Maggiore, nei pressi di via Duomo, dove un progetto del Touring club fa gestire le aperture fuori orario ad un gruppo di giovani selezionati. «Da noi le chiese sono aperte sempre sottolinea Giacomo Rèal, portoghese Napoli ha tante bellezze, perché non vi organizzate?». Il Comune aveva parlato di un progetto destinato a un centinaio di giovani da "arruolare" nel progetto "Garanzia Giovani". «Potrebbero essere investite così forze lavoro che restano invece inutilizzate» propongono dall'ufficio turistico. Anche i trasporti sono la spina nel fianco di chi vuole vedere Napoli e muoversi senza auto da un quartiere all'altro. «Volevamo andare a Posillipo racconta Andrè, francese di Clichy ma da via dei Tribunali non esiste altro collegamento diretto che il taxi. Bisogna prendere metropolitana e 2 autobus. Il bus lo abbiamo atteso per 30 minuti. Il taxi ci ha chiesto 50 euro per un giro. Alla fine c'abbiamo rinunciato». Turisti critici anche con la Circumvesuviana e i trasporti verso altri siti archeologici meno noti ma comunque richiesti, come Nola e Capua. Da via dei Tribunali a via Toledo. Qui, più rischi per la sicurezza nelle zone poco più isolate e poco presidiate dalle forze dell'ordine, maggiore la sporcizia in strada e l'imbarazzante degrado della Galleria Umberto. «Abbiamo notato almeno 10 friggitorie una dopo l'altra commenta Augusto De Risi, veneto abbiamo passeggiato con una persistente puzza di fritto, in mezzo a cestini strapieni, su marciapiedi sporchi». «Il turista convive con le tante difficoltà della città perché se ne innamora dicono al punto info dell'Azienda autonoma di soggiorno di via San Carlo ma in tanti si lamentano della mancanza di servizi. Non hanno paura. Arrivano più consapevoli, hanno trovato altre città molto meno sicure di Napoli ». Il nodo maggiore, resta la Galleria Umberto. «Ci hanno sconsigliato di andarci la sera racconta Gianna Di Biase, veronese ma anche ora, in pieno giorno, non mi sembra ben curata. I pavimenti sono sporchi, ci sono sedie e materassi vicino alle impalcature. È un monumento ». abbandonato, non come ci raccontava la nostra guida». La sorpresa positiva arriva dai Quartieri Spagnoli. Quel dedalo di vicoli a ridosso di via Toledo è amatissimo dagli stranieri. Ristoranti e trattorie si incontrano ad ogni passo. «Si mangia bene e si spende poco sorride un turista americano prima di entrare nella storica trattoria "Nennella" e poi è bellissimo camminare in queste stradine. Ci sentiamo sicuri