IL LAGO DI BRACCIANO chiama gli archeologi. La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l'area metropolitana di Roma, la Provincia di Viterbo e l'Etruria Meridionale e i comuni sabatini hanno lanciato un progetto di ricognizione archeologica che si svolgerà a giugno. L'obiettivo è individuare i reperti e le rovine antiche emergenti lungo le rive, per tutelare e far conoscere il patrimonio storico presente nel territorio. Nel progetto saranno coinvolte e istruite soprattutto le associazioni di volontari, ma anche chi offre la propria disponibilità. Un'occasione per gli appassionati. Con l'abbassamento del livello delle acque degli ultimi mesi, tra le scarse piogge e i prelievi d'acqua dell'Acea per rifornire gli acquedotti di Roma e Civitavecchia, come dice il sindaco di Bracciano, Armando Tondinelli, «stanno emergendo reperti archeologici di epoca romana in vari punti, che devono essere messi in sicurezza prima dell'arrivo della stagione di balneazione. Sono visibili palizzate in legno di epoche al momento non identificabili, mura di edifici di epoca romana, basoli che un tempo componevano le vie perilacustri e manufatti antichi. Il lago di Bracciano è ricco di storia, ma è stato un po' trascurato e scarse sono le ricerche sistematiche ». Questa iniziativa, dunque, potrebbe rivelarsi un punto di partenza per attirare studiosi e ricercatori. Infatti, lungo le sponde del bacino sono presenti zone d'interesse come la località paleolitica della "Marmotta", un villaggio di palafitte sommerse, mentre le "Pantane" sul golfo di Trevignano, sono una zps, "Zona a protezione speciale", e sito di rilevanza comunitaria. Le ricerche saranno guidate da esperti, alla scoperta di ogni testimonianza antica visibile attraverso l'osservazione diretta sul campo. Le spedizioni si svolgeranno in questo modo: i resti visibili dovranno essere localizzati, fotografati e registrati, compilando una scheda. Tutto dovrà essere documentato e segnalato, come spiega Laura D'Erme, funzionaria della Soprintendenza: «I ricognitori, organizzati in squadre, percorreranno a piedi la riva del lago alla ricerca di reperti e di ogni traccia del passato. Non dovranno raccogliere o spostare alcun manufatto antico a vista, né effettuare scavi o qualsiasi attività che possa sconvolgere il deposito archeologico ». Il lavoro di ricerca avverrà sotto la supervisione della Soprintendenza con la collaborazione del Consorzio di Navigazione del Lago e l'Ente Parco Regionale Bracciano-Martignano.