Un pezzo di Louvre avrà una firma italiana. Il museo più famoso del mondo si arricchirà di un nuovo spazio espositivo la cui progettazione e realizzazione sarà affidata agli architetti Mario Bellini, milanese, e Rudi Ricciotti (francese di origine italiana). Di ieri l'annuncio ufficiale che ha consacrato Bellini vincitore del concorso internazionale, indetto a novembre dell'anno scorso, per la costruzione di un padiglione dedicato all'arte islamica: un progetto che assume ancora più importanza in questo momento di difficili equilibri politici e religiosi. Il Dipartimento dell'arte dell'Islam prenderà forma in corrispondenza della Cour Visconti, uno dei bei cortili interni del Louvre, e darà finalmente dimora dignitosa ai circa diecimila pezzi che costituiscono la ricca raccolta d'arte islamica in possesso del museo (avori, miniature, vetri, boiseries, ceramiche e manoscritti, con una forte presenza di oggetti di epoca medievale di area araba e iraniana e dell'Impero Ottomano) : finora solo 1.300 oggetti erano esposti al pubblico nel Dipartimento di Antichità Orientali. L'operazione costerà 56 milioni di euro e sarà sostenuta in gran parte da una donazione. Come nelle favole, a mettere sul tavolo una borsa gonfia d'oro è stato un principe, il saudita Walid Ben Talal, nipote di re Fahd, che ha fornito 17 milioni, tanto per cominciare (poi interverranno il governo francese, con 26 milioni, e sponsor privati). E sembra uno scenario da favola quello prospettato dalle immagini del progetto di Bellini e soci: una nuvola, un velo iridescente che aleggia sopra la corte antica e sopra gli oggetti d'arte. Bellini, classe 1935, autore di innumerevoli progetti di ampio respiro e di grande importanza in Italia e all'estero, è soddisfatto della vittoria: «Finalmente un italiano riesce a costruire qualcosa al Louvre: non ci riuscì Bernini, che l'aveva progettato nel '600... A parte gli scherzi, è una grande gratificazione ma anche una grande emozione: io amo l'arte e conosco il mondo arabo, nel quale ho viaggiato molto. Nel realizzare una "casa" per l'arte islamica al Louvre ho pensato che bisognava rispettare entrambi i caratteri, quello architettonico laico del museo e quello sacro degli oggetti d'arte. E soprattutto non volevo chiudere la corte, volevo lasciare degli spazi aperti. Voglio che i visitatori possano ancora vedere il cielo». Due strati di vetro con un'intercapedine di un metro fitta di tubi e sfere che hanno un ruolo funzionale ma anche estetico: il risultato è questa semi-copertura che sembra impalpabile, come una trama leggera mossa dal vento. Il padiglione islamico misurerà seimila metri quadrati, di cui quattromila di spazi espositivi netti, sarà l'ottavo dipartimento del Louvre e verrà inaugurato, secondo i piani, all'inizio del 2009. «Dovrà ricordare ai francesi e al mondo l'apporto essenziale delle civiltà dell'Islam», ha detto Chirac. «Mi sembra una bella sfida e una mano tesa alla pace- commenta Bellini -: in questo momento, invece di costruire moschee è molto più utile cercare di esporre bene l'arte e di farla conoscere, in modo che divenga un tramite per la comprensione reciproca fra due culture».
Il Louvre apre all'Islam
Il museo del Louvre si arricchirà di un nuovo spazio espositivo dedicato all'arte islamica, progettato dagli architetti Mario Bellini e Rudi Ricciotti. Il progetto, che costerà 56 milioni di euro, sarà sostenuto in gran parte da una donazione del principe saudita Walid Ben Talal. Il padiglione islamico sarà l'ottavo dipartimento del Louvre e verrà inaugurato all'inizio del 2009. Il progetto è stato vinto da Bellini nel concorso internazionale indetto a novembre dell'anno scorso. Il progettista è soddisfatto della vittoria e ha detto che il progetto è una "gratificazione" e un'emozione, poiché ama l'arte e conosce il mondo arabo.
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