Un comitato tecnico-scientifico, emanazione diretta di Palazzo dei Bruzi e della Soprintendenza regionale al patrimonio ambientale e architettonico, imposterà e coordinerà gli interventi di riqualificazione da effettuare nell'area del Castello normanno-svevo di colle Pancrazio. L'intesa definitiva sui lavori da effettuare, e sulle competenze relative, tra il comune e l'ufficio (sede a piazza Valdesi) dipendente dal ministero dei beni e delle attività culturali, verrà ufficializzata domani alle 12, in municipio, con la firma di un protocollo specifico da parte del sindaco Èva Catizone e del soprintendente Francesco Paolo Cecati. Del comitato tecnico-scientifico farà parte, in prima istanza, per la Soprintendenza, il professor Cecati. Per l'amministrazione comunale nell'organismo ci saranno invece Sandro Adriano, dirigente dell'ufficio di pianificazione territoriale; Tullio Corbo, dirigente del settore lavori pubblici; i professori universitari Paride Caputi, Giuseppe Cruciani Fabozzi e Giovanna De Sensi Sestito, docenti rispettivamente di Urbanistica alla facoltà di Architettura della "Federico II" di Napoli, di Restauro alla facoltà di Architettura di Firenze e di Storia Greca ad Arcavacata. Compito del comitato sarà «coordinare le attività preliminari propedeutiche alla progettazione dei vari interventi e indicare le linee guida da seguire nella redazione dei progetti in funzione del perseguimento dell'obiettivo di riqualificazione del centro storico nel suo complesso e dell'area del castello in particolare». Inoltre, il comitato dovrà proporre la messa in rete di tutti i siti di particolare rilievo sul piano storico, architettonico, culturale presenti nel centro storico cittadino attraverso itinerari - informa una nota dell'ufficio stampa di Palazzo dei Bruzi - che ne ottimizzino la fruizione e che facciano del castello l'acme simbolico e funzionale del grande patrimonio rappresentato da questa parte della città ancora troppo poco esaltato. Il collegamento del discorso complessivo con il castello va visto anche e soprattutto alla luce del suo recupero funzionale e architettonico, ormai prossimo stanti le risorse assegnate al Comune, complessivamente ammontanti a oltre 6 milioni di euro (intorno a 12 miliardi di ex lire), e finalizzate al recupero della rocca. Si tratta di una somma, proveniente dai fondi europei, gran parte della quale va spesa entro il 2008 e impegnata entro dicembre del prossimo anno. Nel dettaglio l'importo va a incidere sul Pit (programma integrato territoriale: un milione 424 mila euro), sull'Apq (accordo programma quadro: 3 milioni e mezzo di euro) e all'interno del Psu (programma di sviluppo urbano: un milione 800 mila euro).