Per ora ci sono le parole del sindaco di Volterra, Marco Buselli, che la definisce «una scoperta eccezionale». E quelle della funzionaria della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio di Pisa, Elena Sorge, che parla di «resti di un'opera monumentale ancora da definire». Di fatto, quello che sta emergendo dagli scavi al parco Fiumi, che ospita l'acropoli etrusca volterrana è un muro lungo sette metri di epoca romana che potrebbe regalare ulteriori sorprese a una città che non smette di stupire. Tutto è cominciato poche settimane fa, quando i lavori per l'ammodernamento dell'acquedotto al parco Fiumi si sono dovuti interrompere perché erano stati trovati resti archeologici. Così com'era avvenuto per l'anfiteatro romano a Porta Diana, anche in questo caso sono entrati in ballo gli esperti (nella circostanza la ditta Ara sotto la direzione scientifica di Elena Sorge) che hanno cominciato a scavare per vedere cosa era celato in quella parte di parco. E come spesso succede a Volterra, il suolo ha restituito resti di grande valore che avranno bisogno di tempo ancora per essere collocati al meglio nel contesti dell'acropoli. «Gli archeologi -- scrivono da Palazzo dei Priori -- hanno avuto la sorpresa di riportare alla luce, nel corso dei lavori per la riapertura della vecchia traccia dell'acquedotto, numerosi resti di una potentissima struttura muraria. Il muro, rimesso in luce per adesso per quasi 7 metri, è costituito in opera quadrata, ovvero con massi quadrati posti in opera, e legato con malta». Fattori, questi, «che ci lascerebbero pensare ad una struttura monumentale, per ora da definire, di epoca romana -- dichiara Sorge -- Questa struttura è certamente da identificarsi con un potente muro scoperto nel 1909 sull'acropoli, documentato da una fotografia dell'epoca, la posizione del quale era però andata perduta».