A vent'anni dal rogo del Duomo, slitta ancora la riapertura del capolavoro del Guarini: vanno assegnati gli ultimi lavori che finiranno l'anno prossimo. In inverno via i ponteggi, da gennaio visite guidate al cantiere Bisognerà attendere il 2018 per vedere la Cappella della Sindone completamente restaurata. A vent'anni dall'incendio avvenuto nella notte tra l'11 e il 12 aprile del '97, che mandò in fumo il capolavoro barocco di Guarino Guarini peraltro allora appena ritornato all'antico splendore si apprende che il taglio del nastro per l'inaugurazione, già annunciato entro la fine dell'anno, slitta ancora. Da gennaio il cantiere sarà però aperto con visite guidate ai cittadini, che potranno vedere i restauratori all'opera per le ultime rifiniture. Mentre all'esterno la sommità della cappella, privata di quei ponteggi a cui si era ormai abituati, rientrerà a pieno titolo nello skyline cittadino. Dopo una lunga e complessa opera di consolidamento, si apre ora un'ulteriore fase, che dovrebbe giungere al termine nei primi mesi del prossimo anno. Si attendono gli esiti della gara d'appalto, l'ultima, e la scelta dell'impresa a cui affidare il nuovo cantiere che, come già anticipato a Repubblica dalla direttrice dei Musei Reali Enrica Pagella, partirà entro giugno. Questa tranche prevede il rifacimento dei tetti, degli infissi, degli impianti di illuminazione e, soprattutto, la fine del consolidamento dell'edificio, con lo smontaggio della struttura di sostegno e dei ponteggi, che dovrebbe avvenire entro dicembre. Slittano al 2018 gli ultimi lavori di ripristino interno, come il restauro dell'altare e degli affreschi del cupolino. Proprio in questo periodo il testimone passerà dall'impresa che sta terminando la ricostruzione delle superfici interne, alla nuova: a coordinare il passaggio la Commissione per il completamento del restauro e del recupero funzionale della Cappella della Sacra Sindone, composta da rappresentanti di Mibact, Soprintendenza Archeologica, belle arti e paesaggio, Diocesi di Torino. «Dopo la riapertura al pubblico, la Cappella della Sindone entrerà a far parte del percorso dei Musei Reali e tornerà ad essere quel simbolo di arte e storia che dobbiamo alla mente di un architetto non convenzionale come Guarini, che ha esplorato il tema della luce e della cupola diafana come nessuno prima» dice Enrica Pagella. Per Gennaro Miccio, segretario regionale del Mibact, che ha seguito il collaudo statico delle strutture, «il processo di restauro è stata l'occasione per comprendere e approfondire il prezioso patrimonio artistico rappresentato da arredi, affreschi e decorazioni custodito all'interno della cappella. E'di prossimo avvio il lotto finale di lavori, che utilizza i recenti finanziamenti ministeriali dei Musei Reali: a questi si aggiungeranno altre risorse, che riguarderanno i restauri delle numerose opere d'arte, delle quali si è approfondita la conoscenza durante il percorso dei lavori». L'arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia sottolinea infine: «Dopo 20 anni dalla tragica notte in cui l'incendio rischiò di coinvolgere anche la Sindone, potremo ammirare in tutto il suo splendore architettonico questa struttura rinnovata e consolidata. Un lavoro che ci riporta direttamente alla realtà della Sindone, il tesoro più prezioso che la nostra città custodisce, oggetto di una grande devozione popolare diffusa nel mondo intero». Al termine dell'intervento, il costo complessivo del restauro ammonterà a oltre 30 milioni di euro, suddivisi tra il Ministero per i beni culturali (28 milioni di euro), la Compagnia di San Paolo (2,7 milioni) e la Consulta per la valorizzazione dei beni artistici e culturali di Torino (150mila euro).