Vanno a caccia di scritte in tutta la città. E rinnovano ogni giorno la sfida ai writer che imbrattano con i loro graffiti le pensiline del tram, i cestini gettacarte, i pali dell'illuminazione pubblica e le panchine dei parchi. I graffitari lasciano tracce e loro corrono a pulire. Spesso, però, lo stesso posto viene imbrattato un'altra volta. Ma la missione dei volontari di Retake Palermo non si ferma. Da tre anni puliscono tutte le zone della città. Dal centro storico alle periferie. Domenica scorsa si sono dedicati alla linea 4 del tram per ripulire 12 pensiline, da Notarbartolo a corso Calatafimi, coperte dai graffiti. Sono partiti tutti insieme la mattina presto e fermata dopo fermata hanno pulito tutto andando avanti senza sosta fino all'ora di pranzo. Pettorine gialle fosforescenti con la scritta "Cittadino volontario", pezze e solventi in mano per pulire. Al seguito anche sacchi della spazzatura, scope e palette perché i ragazzi di Retake non solo eliminano le scritte indesiderate, ma raccolgono anche i rifiuti che incontrano al loro passaggio. Domenica, insieme con le pensiline, hanno pulito le rotaie del tram dalle cartacce. Ormai sono esperti di ogni tipo di vernice. E sanno usare il solvente giusto per ogni occasione. Per pulire bene una pensilina ci vuole anche mezz'ora. «Tre anni fa dice Marco D'Amico, 39 anni, che nella vita si occupa di comunicazione Come prima cosa abbiamo pulito una pensilina della fermata del tram a Brancaccio quando il servizio in città non era ancora partito. Quella volta ci siamo improvvisati, poi abbiamo dovuto a studiare. Adesso sappiamo cosa usare per togliere ogni tipo di scritta. Quelle con la vernice viola sono le più ostinate. Lo facciamo con grande passione e siamo sempre di più». Sono in trenta, dai 17 ai 45 anni, e attraverso la pagina Facebook del gruppo organizzano le "spedizioni". Tutto parte dalle segnalazioni dei cittadini. «Le segnalazioni sono tantissime dice D'Amico Poi facciamo il sopralluogo e alla fine organizziamo l'uscita, quasi sempre la domenica perché siamo tutti liberi dal lavoro». Si sono specializzati nell'arredo urbano, ma adesso puntano ai beni monumentali d'accordo con la Soprintendenza. Hanno pulito di recente il palchetto della musica del Foro Italico dalla scritta "Cacciamo Renzi" e oggi pomeriggio, con Sos Ballarò e il centro Astalli, riporteranno alla luce i nomi arabi ed ebraici delle scritte delle strade a pochi passi da piazza Santi Quaranta Martiri. Per ben due volte, nel quartiere Brancaccio, i writer sono tornati a sporcare dove loro avevano appena pulito. «Una volta racconta D'Amico il writer ha lasciato il graffito con l'orario per farci capire che aveva colpito poco dopo il nostro passaggio. Un'altra volta, invece, non solo ha imbrattato di nuovo dove avevamo pulito, ma ha lasciato anche la scritta "Retake akkura" in segno di avvertimento. Noi non siamo contro la street art, anzi apprezziamo molto chi realizza opere d'arte in luoghi insoliti, ma qui si tratta solo di atti di vandalismo che deturpano la città». In vista della recente campagna contro i manifesti elettorali abusivi il gruppo si è allargato. Manfredi Cavallaro di 23 anni si è unito da poco. «Palermo dice Cavallaro ha bisogno di gente che si sbracci per cambiare la cose. Io lo faccio perché ho un forte attaccamento a questa città e non sopporto di vedere un luogo pubblico danneggiato senza motivo, ma solo per il puro piacere di rovinarlo ». Sono stati anche nella zona dell'ospedale Cervello per cancellare da un muro che corre parallelo all'autostrada la scritta: "Viva la mafia, abbasso lo Stato". Cavallaro è uno studente di Giurisprudenza come Leandro Spilla che, domenica scorsa, si è unito al gruppo per la prima volta. «Per me è una vocazione naturale dice Spilla Sono capo scout e ho già esperienza in questo settore. Penso che prima di chiedere qualcosa ai nostri amministratori bisogna essere pronti a fare. Ecco perché seguirò la campagna di Retake". Nel gruppo c'è anche Rosa Armanno, 44 anni, che di mestiere fa l'autista Amat. "Siamo un piccolo esercito a favore della bellezza dica Armanno - Mi sono appassionata e sono diventata una di loro. Con il mestiere che faccio vedo tantissime cose che non mi piacciono in giro. Purtroppo c'è poco rispetto per il bene pubblico e noi vogliamo fare la nostra parte».